11 Ottobre 2026 05:00

Night Driver. Al Guggenheim di Bilbao la grande retrospettiva di Jasper Johns IMMAGINI E VIDEO

Jasper Johns, Night Driver, Museo Guggenheim, Bilbao
Jasper Johns, Night Driver, Museo Guggenheim, Bilbao
La mostra ripercorre oltre mezzo secolo di ricerca di Johns attraverso 140 opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, libri d’artista e scenografie

Il titolo dell’esposizione prende spunto da un disegno del 1960 che l’artista definì come la sua prima opera nata da un sentimento personale. Un riferimento significativo, che introduce immediatamente uno degli aspetti centrali della sua poetica: la tensione continua tra immagine pubblica e dimensione intima, tra segno impersonale e autobiografia nascosta. Il Museo Guggenheim di Bilbao dedica una grande retrospettiva a Jasper Johns, figura chiave dell’arte americana del secondo Novecento. Intitolata Jasper Johns: Night Driver, la mostra ripercorre oltre mezzo secolo di ricerca attraverso circa centoquaranta opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, libri d’artista e scenografie.

Nato ad Augusta, in Georgia, nel 1930 e cresciuto in South Carolina, Johns si trasferisce a New York nei primi anni Cinquanta, entrando in contatto con protagonisti della scena artistica e sperimentale americana come Robert Rauschenberg, John Cage e Merce Cunningham. Tra il 1954 e il 1955 Johns distrugge gran parte delle opere precedenti e realizza la sua prima celebre bandiera americana.

Da quel momento sviluppa una serie di lavori basati su immagini comuni e immediatamente riconoscibili, bandiere, numeri, lettere, bersagli, mappe. Esposte nel 1958 alla galleria di Leo Castelli, queste opere ottengono un grande successo e vengono acquisite dal Museum of Modern Art di New York, consacrando Johns sulla scena internazionale.

 

Jasper Johns, Night Driver, Museo Guggenheim, Bilbao
Jasper Johns, Night Driver, Museo Guggenheim, Bilbao
Tra oggetto e rappresentazione

La mostra si apre con alcuni capolavori di questo periodo, tra cui Flag on Orange Field, False Start, Painting with Two Balls, Target, Map. Opere che sembrano semplici nella loro evidenza iconografica, ma che in realtà mettono in discussione il rapporto tra oggetto e rappresentazione, tra linguaggio e percezione visiva. In In Memory of My Feelings – Frank O’Hara emerge inoltre un cambiamento importante: il tono si fa più introspettivo e malinconico, sottolineato dalla dominante grigia che caratterizzerà molte opere successive.

Accanto ai dipinti, la retrospettiva presenta le prime sculture realizzate tra il 1958 e il 1961: oggetti quotidiani come lampadine, torce elettriche e utensili trasformati in enigmatiche presenze plastiche. Più che rappresentare la realtà, Johns sembra interrogare il modo stesso in cui guardiamo gli oggetti.

Negli anni Sessanta e Settanta il suo lavoro si apre a nuove direzioni. Compaiono riferimenti autobiografici, autoritratti, immagini dello studio dell’artista e composizioni costruite attraverso frammenti, impronte e citazioni. Parallelamente nasce la serie delle “Trame incrociate”, in cui Johns sviluppa strutture astratte basate sulla ripetizione, sullo slittamento e sull’inversione delle forme. Opere come Corpse and Mirror, Cicada e Dancers on a Plane mostrano una pittura rigorosa e meditativa, capace di trasformare la superficie in un campo di tensioni percettive.

 

 

A partire dagli anni Ottanta la dimensione simbolica e autobiografica diventa ancora più evidente. Nella serie dedicata alle stagioni, con lavori come Summer e Fall, l’artista costruisce immagini dense di riferimenti allegorici, memorie personali e citazioni storiche. Johns dialoga apertamente con artisti del passato – da Edvard Munch a Pablo Picasso fino a Frida Kahlo – inserendo le loro opere all’interno del proprio immaginario visivo.

Johns “metafisico”

Le sale finali della mostra raccolgono le opere dagli anni Novanta ai Duemila, tra cui la serie Catenary, dominata da tonalità grigie e da nuove riflessioni sul linguaggio e sullo spazio. In questi lavori riaffiorano temi ricorrenti della sua produzione, accanto a immagini legate alla memoria familiare, mappe domestiche, galassie e continui rimandi alla storia dell’arte.

 

Jasper Johns, Night Driver, Museo Guggenheim, Bilbao
Jasper Johns, Night Driver, Museo Guggenheim, Bilbao

Colpiscono nel percorso della mostra alcune opere che, per atmosfera sospesa, costruzione enigmatica dello spazio o uso simbolico degli oggetti, richiamano una sensibilità vicina alla pittura metafisica, rimarcando lo sguardo dato dall’artista all’opera di Giorgio de Chirico. Chiude il percorso Foirades/Fizzles (1976), libro d’artista realizzato con Samuel Beckett, insieme a opere che raccontano il rapporto di Johns con figure decisive della cultura del Novecento, da Marcel Duchamp a Robert Rauschenberg fino a Richard Serra.

Grande spazio è riservato anche ai lavori su carta, elemento fondamentale della ricerca di Johns. Disegni, incisioni e collage non sono semplici studi preparatori, ma opere autonome che testimoniano il carattere profondamente riflessivo del suo processo creativo. Attraverso tecniche diverse – matita, carboncino, acquerello, pigmenti metallici, collage e stampa – l’artista esplora continuamente le possibilità dell’immagine e della riproduzione.