25 Settembre 2026 20:25

Laguna, silenzi e traiettorie invisibili. Al JMuseo di Jesolo

Tra Terra e Acqua la laguna di Venezia e le Valli di Jesolo
Tra Terra e Acqua la laguna di Venezia e le Valli di Jesolo
Al JMuseo la natura torna a chiedere di essere guardata con la mostra La Laguna di Venezia e le Valli di Jesolo

Ci sono mostre che chiedono attenzione. E poi ce ne sono altre che chiedono silenzio. È raro. Succede quando l’arte smette di voler impressionare e ricomincia, semplicemente, a osservare. È ciò che accade con La Laguna di Venezia e le Valli di Jesolo, l’esposizione temporanea visitabile fino al 10 gennaio 2027 al JMuseo, edificio luminoso e accogliente concepito secondo una prospettiva eco-friendly. Dove la luce naturale che entra dal grande lucernario diventa parte integrante dell’esperienza di visita.

Un dettaglio non secondario per una mostra che fa della luce, dell’osservazione e del tempo lento alcuni dei suoi elementi più profondi. l progetto mette insieme oltre cento opere tra dipinti, acquerelli e taccuini di viaggio per raccontare uno dei paesaggi più fragili e vitali dell’Alto Adriatico. Non è una mostra “sulla natura”. È qualcosa di più sottile. È una mostra che prova a restituire il tempo della natura. E oggi, forse, è già una forma di resistenza.

Il percorso nasce dall’esperienza diretta sul campo di sei artisti naturalisti del collettivo Ars et Natura, coordinati dall’ornitologo Fernando Spina. Qui non ci sono paesaggi immaginati da studio, né animali trasformati in decorazione estetica. Ci sono appunti, attese, posture osservate per ore. Ci sono aironi immobili nel controluce del mattino, taccuini aperti sul bordo delle barene, luci che cambiano nel giro di pochi minuti sulle acque basse della laguna. E soprattutto c’è una cosa sempre più rara: la pazienza.

 

Tra Terra e Acqua la laguna di Venezia e le Valli di Jesolo
Tra Terra e Acqua la laguna di Venezia e le Valli di Jesolo

Tra gli autori presenti emerge la figura di Federico Gemma, tra i nomi più autorevoli dell’arte naturalistica contemporanea. Le sue opere non inseguono l’effetto, ma una forma più difficile da raggiungere: la presenza. Gli uccelli sembrano colti nell’istante esatto in cui stanno per sparire dall’inquadratura, come se il quadro fosse arrivato un secondo prima della fuga.

Organismi vivi

Ed è forse proprio questo il centro silenzioso dell’intera esposizione: la consapevolezza che certi ecosistemi non stanno scomparendo all’improvviso, ma lentamente, quasi senza fare rumore. Le Valli di Jesolo — tra gli ecosistemi più delicati dell’Alto Adriatico — e la Laguna veneziana non vengono raccontate come cartoline identitarie o sfondi turistici, ma come organismi vivi. Fragili. In trasformazione continua. Zone umide che regolano equilibri invisibili, custodiscono biodiversità, assorbono acqua, accolgono rotte migratorie percorse ogni anno da centinaia di migliaia di uccelli.

Luoghi che esistono ancora perché, nonostante tutto, resistono. La mostra riesce così in un passaggio difficile: unire rigore scientifico e sensibilità artistica senza che uno schiacci l’altra. L’ornitologia qui dialoga con il disegno, mentre l’osservazione scientifica incontra una dimensione quasi emotiva del paesaggio. E il visitatore finisce per comprendere una verità semplice: si protegge davvero soltanto ciò che si è imparato a guardare.

 

Tra Terra e Acqua la laguna di Venezia e le Valli di Jesolo
Tra Terra e Acqua la laguna di Venezia e le Valli di Jesolo

Promossa dal Comune di Jesolo e ideata e organizzata da Comediarting in partnership con Cucù, l’esposizione sarà accompagnata da attività laboratoriali e percorsi dedicati. Ma al di là delle definizioni, resta soprattutto una sensazione. Quella di trovarsi davanti a un mondo che continua a vivere anche senza di noi. Con i suoi voli bassi sull’acqua Con le sue nebbie del mattino Con quel silenzio lagunare che sembra immobile e invece cambia continuamente forma.

E forse è proprio questo che la mostra lascia addosso uscendo: l’idea che la laguna continui ostinatamente a vivere, anche mentre il mondo altrove corre da un’altra parte.