29 Settembre 2026 10:52

Un nuovo polo culturale per Alessandria. Riapre l’ex Chiesa di San Francesco

L’ex Chiesa di San Francesco ad Alessandria (credits Gianluca Talento)
L’ex Chiesa di San Francesco ad Alessandria (credits Gianluca Talento)
L’antico edificio costruito a partire dal 1268 si prepara a diventare un nuovo polo culturale e museale della città di Alessandria

Dopo oltre due secoli di chiusura e trasformazioni che ne avevano cancellato in parte l’identità originaria, l’ex Chiesa di San Francesco torna finalmente alla città di Alessandria. Il completamento del grande intervento di restauro, culminato nel cantiere avviato nel 2022, restituisce alla comunità uno dei più importanti monumenti del Medioevo alessandrino. E una delle più significative testimonianze dell’architettura francescana del Nord Italia.

La riapertura segna la rinascita di un luogo che ha attraversato secoli di storia, passando da chiesa conventuale a caserma napoleonica e successivamente a ospedale militare. Oggi, grazie a un investimento di oltre 8 milioni di euro sostenuto da Comune, Regione Piemonte e Ministero della Cultura, l’antico edificio si prepara a diventare un nuovo polo culturale e museale della città.

 

L’ex Chiesa di San Francesco ad Alessandria (credits Gianluca Talento)
L’ex Chiesa di San Francesco ad Alessandria (credits Gianluca Talento)

Costruita a partire dal 1268 e consacrata nel 1314, la chiesa rappresentava il cuore di uno dei più importanti complessi francescani dell’Italia settentrionale. Il recente restauro ha permesso di recuperare la monumentalità degli spazi interni, riportando alla luce strutture architettoniche medievali, decorazioni affrescate, reperti archeologici e preziose testimonianze della storia del complesso.

Con le sue imponenti navate, le volte a crociera e i raffinati dettagli decorativi sopravvissuti alle trasformazioni ottocentesche, l’ex Chiesa di San Francesco si presenta oggi come la più importante architettura tardo-gotica di Alessandria. Un patrimonio recuperato che non guarda soltanto al passato, ma diventa punto di partenza per nuovi progetti culturali, universitari e urbani, in un dialogo tra memoria storica e futuro della città.