15 Ottobre 2026 01:18

Dialogo tra culture. A Tolosa il festival Le Nouveau Printemps by Rossy de Palma

Le Nouveau Printemps. Tolosa
Le Nouveau Printemps. Tolosa
Rossy de Palma, figura iconica del cinema di Pedro Almodóvar, reinterpreta Tolosa fra mostre, installazioni, performance e progetti partecipativi

Fino al 28 giugno, Tolosa ospita una nuova edizione di Le Nouveau Printemps. Il festival di creazione contemporanea che ogni anno invita un artista a reinterpretare un quartiere della città attraverso mostre, installazioni, performance e progetti partecipativi. Per l’edizione 2026, la direzione artistica è affidata a Rossy de Palma, figura iconica del cinema di Pedro Almodóvar e personalità poliedrica attiva tra teatro, musica, fotografia e arti visive.

Il festival si sviluppa nei quartieri di Marengo, Bonnefoy e Jolimont, nella zona orientale di Tolosa, trasformando spazi pubblici, istituzioni culturali e luoghi del quotidiano in un grande laboratorio creativo aperto alla cittadinanza. La manifestazione conferma così la propria vocazione: promuovere un’arte accessibile, radicata nel territorio ma capace di dialogare con scenari internazionali.

 

Rossy de Palma, Le Nouveau Printemps
Rossy de Palma, Le Nouveau Printemps
Contaminazioni

La partecipazione di Rossy de Palma rappresenta molto più di una semplice collaborazione. L’artista spagnola ha immaginato un percorso espositivo costruito insieme a numerosi artisti invitati, mettendo al centro temi come la libertà, l’incontro tra culture, le migrazioni, la memoria e la forza creativa delle comunità. Il progetto si ispira alla sua stessa traiettoria artistica, segnata da contaminazioni tra linguaggi differenti e da una costante attenzione alle identità plurali.

Fin dalla sua rifondazione come Le Nouveau Printemps, il festival ha scelto di affidare ogni edizione allo sguardo di un artista ospite. Dopo le collaborazioni con Kiddy Smile, Alain Guiraudie e matali crasset, l’invito rivolto a Rossy de Palma rafforza l’apertura internazionale della manifestazione e il suo interesse per pratiche artistiche interdisciplinari. Tra i punti di forza dell’edizione 2026 figurano mostre collettive, installazioni diffuse nello spazio urbano, performance dal vivo e una serie di eventi speciali: eccone alcuni che ci hanno colpiti…

 

Manuel Outumuro, Femmes d'autres mondes
Manuel Outumuro, Femmes d’autres mondes
Manuel Outumuro, Femmes d’autres mondes

Nel giardino dell’Observatoire Jolimont, Manuel Outumuro presenta Femmes d’autres mondes, una serie di ritratti in bianco e nero dedicati a grandi attrici internazionali. Le immagini, eleganti e sospese tra glamour cinematografico e memoria personale, nascono da un dialogo tra il percorso biografico dell’artista e le figure femminili che hanno alimentato il suo immaginario. Dalla Galizia rurale della sua infanzia fino a New York, Outumuro costruisce un racconto visivo che intreccia ricordi, desideri e aspirazioni, restituendo alla fotografia una dimensione poetica e profondamente autobiografica.

 

Nicolas Daubanes, Sabotage
Nicolas Daubanes, Sabotage
Nicolas Daubanes, Sabotage

Con Sabotage, Nicolas Daubanes rende omaggio ai gesti di resistenza che attraversano la storia europea del Novecento. L’opera, installata in modo permanente nel giardino dell’Observatoire, è realizzata in cemento e zucchero, un riferimento alle azioni clandestine dei prigionieri costretti a lavorare alla costruzione del Vallo Atlantico durante la Seconda guerra mondiale. Attraverso una scultura apparentemente solida ma destinata alla fragilità, l’artista riflette sulle forme invisibili della disobbedienza e sulla possibilità di opporsi all’ingiustizia attraverso piccoli atti di sabotaggio silenzioso.

 

Gala Hernández López, like moths to light

Per la prima volta presentato come installazione, il nuovo film di Gala Hernández López esplora il rapporto tra sogno, tecnologia e controllo cognitivo nell’epoca dell’intelligenza artificiale. like moths to light conduce il pubblico in un universo in cui neuroscienze, startup tecnologiche e immaginari onirici si intrecciano in modo inquietante. Attraverso una narrazione che oscilla tra documentazione e finzione speculativa, l’artista denuncia le derive del cosiddetto neurocapitalismo, interrogandosi sul futuro degli spazi interiori e sulla possibilità che persino il sogno diventi terreno di sfruttamento economico.

 

Lusmore Daud, Lumière noire
Lusmore Daud, Lumière noire
Lusmore Daud, Lumière noire

L’installazione immersiva di Lusmore Daud invita i visitatori a un’esperienza sensoriale fondata sull’incontro tra oscurità e luce. Inserita nel percorso curatoriale ideato da Rossy de Palma, Lumière noire si configura come una sorta di viaggio iniziatico all’interno di una struttura chiusa. Dove simboli, proiezioni e forme luminose costruiscono un linguaggio universale delle emozioni. L’opera propone uno spazio di contemplazione e ascolto, nel quale il pubblico è chiamato a confrontarsi con dimensioni intuitive, spirituali e immaginative spesso trascurate dalla quotidianità.

 

Carte blanche à Rossy de Palma, Les Abattoirs
Carte blanche à Rossy de Palma, Les Abattoirs
Carte blanche à Rossy de Palma, Les Abattoirs

Tra gli appuntamenti più attesi del festival figura la carte blanche affidata a Rossy de Palma presso Les Abattoirs – Frac Occitanie Toulouse. L’attrice e artista spagnola ha selezionato opere ibero-americane provenienti dalle collezioni del museo. Privilegiando un percorso fortemente orientato alle voci femminili e alle pratiche di emancipazione. Il risultato è un allestimento che riflette la sensibilità visionaria della protagonista della Movida madrilena. Tra suggestioni surrealiste, ironia, memoria storica e tensione verso la libertà. Un ritratto in filigrana della cultura spagnola contemporanea e delle sue molteplici connessioni con il contesto ibero-americano.