23 Settembre 2026 03:35

Capitolium Art mette in asta l’Ottocento che non ti aspetti

PAUL TROUBETZKOY (1866 – 1938), Come potete divorarmi?, 1912, Bronzo, 52.0 x 42.0 x 23.0 cm
Raffinata, internazionale e con fremiti di modernità novecentesca: l’arte dell’Ottocento è sempre stata raccontata così dalle aste di Capitolium Art, privilegiando cioè un taglio eccentrico rispetto alla convenzionale narrazione italiana della pittura e scultura del XIX secolo. L’asta che sarà battuta mercoledì 10 giugno a Palazzo Cigola Fenaroli Valotti, la sede bresciana di Capitolium, non fa eccezione alla regola proponendo un catalogo in cui compaiono opere di artisti di primissima fascia oggi ricordati solo da ristrette nicchie di esperti conoscitori. 
1899 – PAUL TROUBETZKOY RITRAE LEV TOLSTOJ
Il ritorno di Paul Troubetzkoy,
principe-scultore della Belle Époque

È il caso di Paul Troubetzkoy (1866-1938), scultore di tale interesse che la Galleria d’Arte Moderna di Milano ha voluto restituirlo all’attenzione del grande pubblico dedicandogli una mostra, coprodotta con il Museo d’Orsay di Parigi, ancora in corso nella sede di via Palestro. Il semplice titolo scelto per l’esposizione, “Paul Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Époque”, rende conto del contesto storico in cui l’artista va inserito perché ne incarna perfettamente lo spirito. Nato in Italia ma figlio di un principe russo, Troubetzkoy fu infatti esponente di quell’alta società internazionale di aristocratici, grandi borghesi, intellettuali e artisti che della Belle Époque fu la brillante animatrice. Attorno alla sua privilegiata posizione sociale e allo speciale talento per la modellazione della materia, dimostrato già negli anni dell’infanzia, costruì la sua carriera di ritrattista di quella élite di fortunati. Un ritrattista di grande successo, visto che negli anni dei suoi soggiorni parigini, americani e italiani i suoi veloci ritratti “non finiti” condotti in gesso o bronzo erano considerati veri e propri status symbols.

L’opera posta in asta da Capitolium Art con il numero di lotto 305 si collega però al filone animalier della produzione di Troubetzkoy, non meno importante di quello della ritrattistica. L’agnellino in bronzo presentato con il provocatorio titolo di “Come potete divorarmi?” esplicita la sentita scaturigine ideologica che dava vita alle sculture di animali prodotte dall’artista, sculture per le quali si potrebbe spendere la definizione di “animaliste” nell’accezione moderna del termine. Dell’epoca che conduceva al nuovo secolo Troubetzkoy incarnò infatti non solo il volto di sfavillante mondanità, ma anche quello della fede in un sistema di valori laici che hanno fatto molta strada e sono arrivati sino a noi. Un puntello del suo sistema etico era il vegetarianismo di tipo etico, una scelta condivisa con gli amici Lev TolstoJ e George Bernard Show. 

La scultura è valutata dagli esperti Capitolium 2.000/3.000 euro.

HERMANN HESSE (1877 – 1962), Sentiero in Ticino, 1919, acquarello su carta, 14.5 x 22.3 cm. Lotto 179 – Stima: € 8000,00 – 12.000,00
Hermann Hesse inaspettato pittore

Il nome di Hermann Hesse è notissimo, ma si fatica ad associarlo a un linguaggio diverso da quello della letteratura. L’asta di Capitolium Art ci propone invece il premio Nobel per la letteratura del 1946 nell’inedita veste di pittore, un pittore, per di più, tutto centrato su una vitale esplosione del colore all’interno delle sue composizioni. 

Questo Hesse, così lontano dall’introspettiva immagine che la lettura dei suoi libri ci consegna, nasce negli anni immediatamente successivi al termine del primo conflitto mondiale, anni afflitti da una depressione a cui cerca di reagire affidandosi a un percorso psicoterapeutico in cui viene gli viene consigliato anche il ricorso alla pittura. 

Il paesaggio ticinese su carta posto in vendita nell’asta di Capitolium risale al 1919, l’anno del trasferimento in Ticino, nel borgo di Montagnola, il luogo in cui ritroverà la serenità scrivendo capolavori come Siddharta e Narciso e Boccadoro, ma anche scegliendo l’acquerello come tecnica definitiva delle sue pitture. 

L’opera viene valutata 8.000/12.000 euro. 

JOSEF REBELL (1787 – 1828), Veduta notturna con il Vesuvio in eruzione, olio su tela, 96.0 x 85.5 cm. Lotto 199 – Stima € 6.000 – 8.000
Josef Rebell e Rubens Santoro:
l’alfa e l’omega della pittura di paesaggio ottocentesca 

Nella storia dell’arte il tempo non è sempre galantuomo e se il nome di Josef Rebell (1787 – 1828)

 non vi dice nulla non sentitevi in colpa perché siete in buona compagnia. Eppure questo viennese attivo nella fase di trapasso dal XVIII al XIX secolo fu un pittore di cospicua importanza e la sua influenza si rivelò decisiva per la fortuna internazionale della veduta centrata sul paesaggio mediterraneo. 

L’alta qualità del bellissimo notturno con eruzione del Vesuvio posta in asta da Capitolium spiega meglio di ogni parola le ragioni del suo successo. In Rebell è presente quell’intreccio di tradizione e prefigurazione del nuovo corso che è l’affascinante peculiarità della migliore produzione artistica dei periodi di transizione. L’impianto dei suoi paesaggi è ancora profondamente settecentesco nella fedeltà alla analitica trasposizione del reale, ma la luce che li illumina, condotta con virtuosistica sapienza, prefigura già l’avvento del gusto per il Sublime.  

Arrivato nel 1812 alla corte di Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte, Rebell si specializzerà in vedute napoletane che, di lì a pochi anni, influenzeranno fortemente gli artisti della Scuola di Posillipo. 

Il superbo notturno del viennese adorato da Pitloo e Gigante va in asta con una valutazione di 6.000/8.000 euro.

RUBENS SANTORO (1859 – 1942), Rio dei Mendicanti presso la Scuola Grande di San Marco a Venezia, olio su tela, 79,5 x 70 cm. Lotto 250 – Stima: € 10.000 – 15.000

Agli antipodi di Rebell si colloca un altro paesaggista anche lui virtuoso della pittura di luce, il calabrese Rubens Santoro (1787 – 1828). La distanza non è solo cronologica. Santoro, che nasce settant’anni dopo Rebell, sente infatti l’esigenza di prendere le distanze dal tipo di ariosa veduta proposto da Rebell e dai pittori della Scuola di Posillipo praticando una pittura di scorci. Il suo sguardo è tutto concentrato a catturare ristrette inquadrature di angoli pittoreschi: brani di spiaggia, strade campestri o viuzze cittadine.  Meridionale di nascita, produce i suoi migliori lavori dipingendo scorci veneziani come quello, di qualità notevole, posto all’incanto da Capitolium. Per un pittore ossessionato dalla luce e dal fascino dello scorcio cittadino, Venezia, la città delle pittoresche calli che si specchiano nell’acqua, era una fonte di ispirazione e ricerca alla quale era impossibile sottrarsi. 

L’opera è stimata 10.000 – 15.000 euro.

 

LE GIORNATE DELL’ANTICO
DI CAPITOLIUM ART:
ARTE E ANTIQUARIATO IN ASTA

DIPINTI ANTICHI E ANTIQUARIATO
9 giugno 2026

DIPINTI E SCULTURE DEL XIX SECOLO
10 giugno 2026

Palazzo Cigola Fenaroli Valotti
Via C. Cattaneo 55 – Brescia

Il catalogo dell’asta è online su
 www.capitoliumart.com

Ufficio stampa:
Scarlett Matassi +39 345 0825223 – [email protected]