03 Ottobre 2026 23:09

Templon chiude (e forse riapre) a New York. Affitti insostenibili

La galleria Templon a New York
La galleria Templon a New York
Fondata a Parigi nel 1966 da Daniel Templon, la galleria ha ritenuto insostenibile l’affitto richiesto, 55mila dollari al mese

La galleria francese Templon ha chiuso il proprio spazio di Chelsea a New York, inaugurato appena tre anni fa nel cuore del principale distretto commerciale dell’arte contemporanea. La decisione è stata motivata dall’aumento dei costi di locazione, ritenuti non più sostenibili, 55mila dollari al mese. Ma rappresenta anche un ulteriore segnale delle trasformazioni che stanno attraversando il mercato internazionale.

Fondata a Parigi nel 1966 da Daniel Templon, la galleria aveva aperto la sede newyorkese nel 2022 con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza negli Stati Uniti. Nonostante la chiusura dello spazio di Chelsea, la galleria continuerà a operare sul mercato americano e starebbe valutando sedi più piccole in altri quartieri della città.

La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema delle gallerie internazionali. Solo pochi giorni fa la mega-galleria Pace Gallery ha annunciato il taglio di circa 50 artisti dal proprio roster e il licenziamento di 50 dipendenti. Il CEO Marc Glimcher ha definito l’attuale modello della “mega-gallery” “rotto” e “non più sostenibile”. Parlando apertamente della necessità di una profonda correzione strutturale. La riduzione coinvolge circa il 30% degli artisti rappresentati e il 20% del personale della galleria.

Anche diverse realtà londinesi hanno recentemente ridimensionato la propria presenza a New York. Stephen Friedman Gallery ha annunciato la chiusura del proprio spazio di Tribeca, aperto nel 2023, per concentrare risorse e attività sulla sede di Londra. Anche Timothy Taylor ha progressivamente ridotto la propria operatività newyorkese, in un contesto in cui molte gallerie stanno riconsiderando costi, espansioni internazionali e modelli di crescita.