
Sotto il titolo di “You Must Change Your Life” (“Devi cambiare la tua vita”), tratto dall’ultimo verso del sonetto “Arcaico torso di Apollo” di Rainer Maria Rilke, la Biennale asiatica curata da Ho Tzu Nyen conterà anche con la presenza dell’artista italiana Rossella Biscotti
La 16.ma edizione della Gwangju Biennial, in programma in Corea del Sud dal 5 settembre al 15 novembre 2026, ha svelato la lista dei circa 40 artisti e collettivi che parteciperanno all’esposizione. Ancora una volta, l’annuncio è stato pubblicato da e-flux, sintomo della potenza “giornalistica” della newsletter più famosa del mondo dell’arte. La Biennale, anche stavolta, conferma il suo forte appeal internazionale che la contraddistingue dalla sua prima edizione, nel 1995, e già diretta da figure come Okwui Enwezor (2008), Hou Hanru (2002) e Harald Szeemann (2012) e Massimiliano Gioni (2010).
Il titolo scelto per questa edizione, “You Must Change Your Life” (“Devi cambiare la tua vita”), è tratto dall’ultimo verso del sonetto “Arcaico torso di Apollo” di Rainer Maria Rilke e focalizza l’attenzione sulla pratica continua del mutamento e della trasformazione. A firmare la cura è Ho Tzu Nyen, artista e filmmaker singaporiano, già rappresentante del suo paese alla Biennale di Venezia del 2011 e organizzatore della Asian Art Biennial nel 2019. Ho Tzu Nyen sta lavorando con un team di curatori assistenti: Che Kyongfa, Park Gahee, Brian Kuan Wood, Lee Yein e Koyuri Sato.
La lista degli artisti selezionati spazia tra generazioni e geografie diverse, includendo nomi consolidati e ricerche emergenti. Tra questi figurano Matthew Barney, Lygia Clark, Tehching Hsieh, James Benning, Nina Canell, Inci Eviner, Goldin+Senneby, Jacqueline Kiyomi Gork, Amanda Heng, Sohrab Hura, Saodat Ismailova, Jeong Geumhyung, Lu Yang, Melvin Moti, Christian Nyampeta, Bhenji Ra, Ryu Hankil, Wang Tuo, Maya Watanabe, oltre a collettivi come CAMP, May Mothers House e Ullimsanbang e diversi artisti legati al territorio, come Heo Baekryeon (Gwangju Agricultural Technical High School), Kwon Byungjun e Park Chan-kyong, Rim Dong Sik insieme al naturalista Woo Pyongnam (Jongsun), Sasaki Ken e Suzuki Akio. Ma, udite udite, dopo l’assenza di italiani in quasi tutte le Biennali del mondo, compresa la “nostra”, c’è un lume in fondo al tunnel: Rossella Biscotti, nata nel 1978 a Molfetta, e di casa a Bruxelles e Rotterdam, rappresentata dalla Galleria Mor Charpentier e Green Art di Dubai, già vincitrice del Premio Acacia nel 2017 e protagonista di una retrospettiva al Castello di Rivoli nel 2024. Una vera novità, nel panorama degli inviti (mancati) agli artisti italiani.




