
La curatrice Giusy Caroppo racconta la mostra di Molodkin, visibile fino al 13 settembre alla Galleria Giampaolo Abbondio
“È un progetto che parte da una riflessione sulla storia contemporanea e anche sulla storia dell’arte. La strage degli innocenti è un tema centrale in molte opere di grandi artisti anche storicizzati. Andrej lo riporta nel nostro contemporaneo”. Con queste parole la curatrice Giusy Caroppo introduce – nell’intervista che trovate sotto – la mostra FIRE dell’artista russo Andrei Molodkin, visibile fino al 13 settembre alla Galleria Giampaolo Abbondio di Todi.

Un progetto che si inserisce nel percorso di ricerca che da anni caratterizza il lavoro dell’artista, noto per le sue opere radicali e provocatorie che mettono in discussione i rapporti tra arte, politica e potere. “Molodkin ha raccontato la terribile realtà della morte, della morte dei bambini, la strage degli innocenti”, aggiunge la curatrice. “Qualcosa che porta tutti, al di là della politica, a prendere una posizione, una posizione nella difesa della vita”.

In questa mostra storia e attualità diventano parte integrante dell’opera, trasformandosi nei veri autori del lavoro artistico. Per l’artista, infatti, in un’epoca segnata da conflitti, crisi e tensioni globali, la trasgressione resta uno degli ultimi strumenti capaci di ristabilire un legame tra cultura e realtà. Ecco le parole di Caroppo…




