
Fra Rauschenberg, Freud e de Chirico, un’edizione della fiera svizzera forse ancor più lussureggiante rispetto allo scorso anno
Fra Pace che taglia dipendenti e artisti, top gelleries che chiudono a New York, uccelli del malaugurio scatenati, la settimana di Art Basel pareva iniziare con toni dimessi. Ma sono bastati pochi corridoi per fugare ogni perplessità sulla fiera. È bastato il de Chirico metafisico del 1916 tirato fuori dal cilindro da Hauser & Wirth.

È bastato Gagosian, che ha rispolverato il Damien Hirst giusto – anni 90, quello degli animali sotto formalina – , mettendogli un grande Bacon come scenografia. O il Rauschenberg museale in parete da Gladstone, o ancora il Freud da Acquavella, affiancato da un enorme Warhol. Insomma, un’edizione forse ancor più lussureggiante rispetto allo scorso anno. Potete verificare qui, da una prima selezione di immagini…












