29 Settembre 2026 12:43

L’osservatorio del presente. Una processione d’arte a L’Aquila

Marinella Senatore, SOND all’Aquila

Un’artista contemporanea per tre ore è riuscita a trasformare un’intera città, a farla vibrare, partecipare, performare con il coinvolgimento diretto di più di 10000 persone di tutte le età, dai neonati in passeggino agli anziani, affacciati ai balconi.

In genere nel nostro paese sono numeri riservati al calcio, ma domenica 7 giugno a L’Aquila dalle 16 alle 20 per le strade il protagonista non era un calciatore o il santo patrono, ma l’artista Marinella Senatore, proposta dal MAXXI al Comitato de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Marinella ha letteralmente occupato il centro storico della città con The School of Narrative Dance, che l’artista ha avviato nel 2012 e portato in più di venti città del mondo, da Berlino a Miami, da Zurigo a Copenaghen, come un progetto basato su un modello di educazione alternativa, basato sulla libertà, l’emancipazione e l’autonarrazione. Attraverso una pratica che trae ispirazione dalle forme popolari di riti religiosi come le processioni, ma anche dalle parate militari e dalle diverse modalità di partecipazione sociale, l’artista ha strutturato un format basato sulla creazione di comunità attraverso classi dedicate alla narrazione orale, teatro, scenografia, cinematografia, storia dell’arte.

SOND, Palermo

Attraverso una progettazione durata un anno e coordinata da Chiara Bertini, la sfilata de L’Aquila ha coinvolto più di 50 associazioni sportive, sociali e culturali del territorio, con la presenza di 400 attori, in uno sforzo titanico volto a trasformare la città in “un’esperienza corale capace di raccontare l’identità contemporanea dell’Aquila attraverso il linguaggio universale del corpo, della musica e dell’incontro tra persone diverse”, secondo le parole dell’artista. Da spettatore i momenti più emozionanti sono state le performance di karatè, le esibizioni di ginnastica ritmica, le bande musicali, i cortei di majorettes, le Cantrici di Euterpe, la Corale 99, gli sbandieratori e le Pupazze, in un crescendo di energia e condivisione collettiva che è letteralmente esploso nella jam session finale, occupando il piazzale di Collemaggio con suoni, canti, balli e applausi. Una dimostrazione generale di entusiasmo per una performance artistica capace non solo di parlare al grande pubblico, ma di coinvolgerlo in maniera naturale e gioiosa, per attivare le energie latenti di interi contesti urbani: una peculiarità assai poco frequente negli artisti italiani delle ultime generazioni.

Marinella Senatore, © Mazen Jannoun

In passato invece molti di loro avevano inserito nelle loro pratiche la condivisione con il pubblico: si pensi all’azione Legarsi alla montagna di Maria Lai, che ha coinvolto l’intera cittadinanza di Ulassai nel 1981, la performance dello Zoo di Michelangelo Pistoletto per le strade di Amalfi in occasione della manifestazione Arte Povera + Azioni Povere nel 1968 o nello stesso anno l’azione di Eliseo Mattiacci Lavori in corso al Circo Massimo a Roma. Il progetto della Senatore riporta di fatto alla luce quel tipo di azioni collettive, che avvicinano il linguaggio dell’arte contemporanea ad un pubblico generico, attraverso una fruizione semplice, diretta e transgenerazionale, che non combatte l’amore per il vernacolare degli italiani ma lo asseconda, ribaltandolo su uno scenario internazionale. Attraverso il potenziamento della naturale condizione empatica degli italiani, Marinella la ripropone attraverso una modalità che si inserisce perfettamente nell’attitudine inclusiva e “politically correct” della scena artistica globale, rendendo di fatto l’arte come un’azione necessaria. Così, attraverso una performance su scala urbana il MAXXI L’Aquila ha attivato un rapporto con la città basato sull’ascolto e la condivisione, che nell’anno della sua nomina a Capitale Italiana della Cultura 2026 assume il valore di un modello.