
Quale sarà l’opera più costosa (o solo più bella o importante) esposta ad Art Basel 2026? Fra Moore, Bacon, Freud e Kandinsky, ecco una fotogallery
Nel chiacchiericcio fra un caffè e uno Champagne nel cortile centrale della Messe Basel, prima o poi la domanda retorica viene fuori: quale sarà l’opera più costosa esposta? Che peraltro spesso – anche se non sempre – coincide con la più bella, o importante. Qualche risposta arriva dai rumors sulle vendite diffusi da qualche coraggioso media, specie americano: pare quindi che la solita Hauser&Wirth abbia piazzato già alla preview di martedì un grande Picasso per la bellezza di 35 milioni di dollari.

Certo, la concorrenza è quando mai spietata. A una cifra molto simile sembrerebbe sia in vendita il bellissimo (e grandissimo) Large Four Piece Reclining Figure di Henry Moore che troneggia all’ingresso del booth Gagosian. Ma a candidarsi per un gradino del podio ci sono anche l’Abstrakte Bilder di Gerhard Richter proposto da Marian Goodman, o il trittico di Francis Bacon da Skarstedt, o il grandissimo Robert Rauschenberg da Gladstone. O ancora un lussureggiante Kandinsky portato da Landau, un piccolo ma potente Rothko da David Swirner, il grande Lucian Freud da Acquavella.

Anche l’Italia prova a dire la propria in questa totalmente empirica “graduatoria”: a cominciare dal gioiello pienamente metafisico (1916) di Giorgio de Chirico sfoggiato ancora da Hauser&Wirth. E pure con il grande Piero Dorazio lanciato nella mischia da Galleria dello Scudo, fiduciosa nel rilancio dell’artista dopo il recentissimo record…
















