
Londinese, ma da tempo con dinamica sede anche a Roma, Saltoun Gallery sceglie di valorizzare l’artista dedicandole uno stand monografico
“Manina speaks only of the true nature of things; she is pure poetry, a born Surrealist”. Con queste parole André Breton riconosceva l’originalità e la forza visionaria di Marianne Tischler, nota come Manina. Una delle figure più affascinanti e ancora poco conosciute del Surrealismo del secondo dopoguerra. Che la Richard Saltoun Gallery – londinese, ma da tempo con dinamica sede anche a Roma – sceglie di valorizzare dedicandole uno stand monografico nella fiera d’arte più importante al mondo.

A quindici anni dalla sua scomparsa a Venezia, la sua opera continua a rivelare una straordinaria attualità. Nata a Vienna nel 1911, Manina attraversò alcuni dei momenti più significativi della storia artistica europea del Novecento, intrecciando relazioni con protagonisti del movimento surrealista come André Breton, Victor Brauner, Max Ernst e Leonora Carrington. La sua ricerca si sviluppò in un dialogo costante con il Surrealismo internazionale, pur mantenendo una voce autonoma e profondamente personale.
L’Italia occupa un posto centrale nella sua biografia e nella sua produzione. Venezia, città nella quale visse a lungo e dove si spense nel 2010, rappresentò per l’artista un luogo di elezione. Capace di alimentare quell’universo immaginifico popolato da simboli ricorrenti: alberi della vita, conchiglie, uova, occhi, pesci e soli radiosi. Nei suoi dipinti e disegni, figure femminili dai volti specchianti e dai corpi in continua metamorfosi emergono da campi cromatici luminosi, sospese tra sogno, memoria e visione.

Dopo la tragica morte violenta della figlia nel 1960, la sua opera assunse una dimensione ancora più introspettiva e spirituale, attingendo all’alchimia, al pensiero junghiano e alle tradizioni mistiche come strumenti di trasformazione e rinascita. Oggi, la riscoperta della sua opera – in un palcoscenico tanto prestigioso – contribuisce a restituire visibilità a una protagonista a lungo trascurata, riaffermandone il ruolo nella storia del Surrealismo e dell’arte del Novecento. Complimenti alla galleria.




