
La grande mostra alla Beyeler riunisce nuove produzioni e opere realizzate da Huyghe nell’arco di oltre un decennio
L’esposizione riunisce nuove produzioni e opere realizzate nell’arco di oltre un decennio. Costruendo un ambiente immersivo in cui immagini, suoni, organismi viventi, dispositivi tecnologici e sistemi di intelligenza artificiale convivono e interagiscono. Fino al 13 settembre la Fondation Beyeler di Riehen dedica una grande mostra a Pierre Huyghe, tra gli artisti più innovativi della scena contemporanea internazionale. Decisamente sostenuto dal sistema e dal mercato, se è vero che da non molto è stato protagonista anche a Venezia a Palazzo Grassi.

Questa mostra si sviluppa come una soglia ambigua tra realtà e finzione, presenza e assenza, umano e non umano. Huyghe definisce questo universo un “soulscape”, un paesaggio interiore attraversato da temporalità, voci e soggettività differenti. Nel quale ogni esperienza rimane aperta all’incertezza e alla trasformazione.

Tra le opere in mostra svetta il film Liminals (2025), che immagina una condizione oltre l’umano attraverso una figura in continua metamorfosi. Fotografatissimo anche Apnea (2026), un organo artificiale che respira sott’acqua e sincronizza il proprio ritmo con altri elementi disseminati nel percorso espositivo. Accanto a queste installazioni trovano spazio organismi viventi, robotica morbida, linguaggi generati da reti neurali e lavori storici come Human Mask (2014), ambientato nella zona di esclusione di Fukushima. Qui alcune immagini…






