
Dopo otto anni di lavori, la facciata del tempio simbolo dell’Acropoli di Atene torna a mostrarsi nella sua interezza: le impalcature esterne sono state finalmente rimosse in via definitiva.
Da questa settimana, i visitatori dell’Acropoli di Atene possono ammirare il Partenone in una prospettiva che non si vedeva da secoli. Il Servizio per il Restauro dell’Acropoli (YSMA) del Ministero della Cultura greco ha annunciato il completamento del restauro del frontone sulla facciata occidentale del tempio, dopo otto anni di lavori. Le impalcature esterne sono state finalmente rimosse in via definitiva.
«Completiamo un intervento di restauro estremamente impegnativo, grazie al quale il frontone occidentale del Partenone viene presentato nella sua forma più completa dopo circa 220 anni», ha dichiarato la ministra della Cultura greca Lina Mendoni.
Gli antichi ateniesi costruirono il Partenone nel V secolo a.C. come tempio dedicato alla dea protettrice della città, Atena. Nel corso dei secoli, il monumento ha svolto diverse funzioni: tesoreria, moschea, caserma militare e altro ancora. Ha subito danni di vario tipo a causa di conflitti umani, disastri naturali e persino per mano dei suoi stessi custodi — in particolare l’architetto greco Nikolaos Balanos, che supervisionò importanti restauri del Partenone tra il 1894 e il 1938. Dal 1975, quando il governo greco istituì lo YSMA per gestire i restauri dell’Acropoli, le squadre di tecnici hanno lavorato instancabilmente per riparare i danni causati dagli interventi maldestri di Balanos.
Lo YSMA aveva raggiunto il frontone occidentale del Partenone, che un tempo ospitava alcuni dei celebri marmi contesi, nel 2017. Lo scorso novembre, i lavori erano progrediti a tal punto che il Partenone aveva offerto ai visitatori un assaggio della gloria ormai permanente della sua facciata occidentale. A quel tempo, il frontone rimaneva l’ultima frontiera ancora da completare. Ora, lo YSMA ha ripristinato la continuità geometrica del timpano all’interno di questa struttura coronata.
Nell’annuncio di questa settimana, lo YSMA ha definito questa parte del restauro una delle più grandi sfide degli ultimi anni. Prima di tutto, c’era la questione di recuperare enormi blocchi di marmo dal versante nord-orientale del monte Pentelico, la famosa vetta le cui caratteristiche pietre, con il tempo, conferiscono al Partenone il suo caratteristico bagliore dorato. Gli esperti hanno poi dovuto scolpire i materiali e issarli fino alla loro posizione finale.
«È un momento di importanza storica per il monumento, per l’Acropoli e per la cultura mondiale. Un momento che ci riempie di orgoglio, ma anche di un senso di responsabilità nel continuare, con la stessa costanza, la grande opera di protezione e valorizzazione del più importante simbolo della civiltà occidentale», ha sottolineato Mendoni nella sua dichiarazione.




