29 Settembre 2026 18:17

A George Clooney il Leone d’Oro alla Carriera della Mostra del Cinema di Venezia 2026

George Clooney - foto La Biennale di Venezia
George Clooney – foto La Biennale di Venezia
La premiazione alla star di Hollywood avverrà nel corso della prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre

“Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così”. Con queste parole l’attore, regista e produttore George Clooney ha commentato la decisione presa dal CdA della Biennale – che ha fatto propria la proposta del Direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera – di conferirgli il Leone d’Oro alla Carriera.

Un riconoscimento che giunge, per Clooney, dopo una carriera suggellata da altri importanti premi: due Oscar, quattro Golden Globe, incluso il Cecil B. DeMille Award, quattro SAG Awards, un premio BAFTA, due Critics’ Choice Awards, un Emmy, quattro National Board of Review Awards e l’American Film Institute Life Achievement Award.

A George Clooney il Leone d’Oro alla Carriera della Mostra del Cinema di Venezia

“Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo”, ha dichiarato Alberto Barbera. “Un avvio di carriera vissuta senza scorciatoie, grazie a piccole parti in telefilm e B-movie sino al grande successo ottenuto come protagonista della serie ‘ER’, hanno plasmato un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche ad un fascino innegabile. Ma quello di Clooney è un carisma costruito sulla credibilità, non sull’immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico. Perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, l’attore ha attraversato i generi con versatilità preziosa: i film di guerra con ‘Three Kings’ e ‘Syriana’, il thriller con ‘Michael Clayton’, la commedia sofisticata con ‘Ocean’s Eleven’ e ‘Fratello dove sei?’, la fantascienza con ‘Gravity’ e ‘Solaris’, la commedia agrodolce con ‘Paradiso amaro’, ‘Tra le nuvole’ e ‘Jay Kelly’. In ciascuno di questi film”, continua Barbera, “ha modulato il suo registro senza mai tradire se stesso: ironico e malinconico, affascinante e riflessivo, brillante e capace di profondità inaspettate. Così come nei nove film realizzati quando ha deciso di passare dietro la macchina da presa, che rivelano un’idea esigente e generosa di cinema. ‘Confessioni di una mente pericolosa’, ‘Good Night and Good Luck’, ‘Le idi di marzo’, ‘Suburbicon’, sono esempi di film ricercati, ambiziosi, fuori dalle regole e dalle convenzioni del cinema hollywoodiano, nei quali si riflette l’altra sua vocazione, quella per l’impegno sociale e umanitario che contribuisce a farne una figura di assoluto rilievo nell’universo dello spettacolo contemporaneo”.