09 Ottobre 2026 00:29

Investimenti nell’arte: + 71 per cento nel primo semestre 2026

Sotheby’s New York

Secondo il rapporto “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione” di Deloitte Private Art&Finance, nel primo semestre del 2026, il fatturato delle aste delle principali case d’asta internazionali – Christie’s, Sotheby’s e Phillips – ha raggiunto circa 6,7 miliardi di dollari, segnando una crescita del 71% rispetto allo stesso periodo del 2025. 

La crescita del valore complessivo delle vendite al martello è trainata principalmente dalle aste live, nelle quali l’aggiudicazione media per lotto è quasi raddoppiata (+96,5%), raggiungendo circa 1 milione di dollari. Le aste online hanno generato l’8,2% del volume d’affari complessivo, per un totale di 562 milioni di dollari, in aumento del 54,9% rispetto al primo semestre 2025.

“L’andamento positivo, che sembra confermare i segnali di ripresa del mercato secondario già emersi nella seconda parte del 2025, è riconducibile anche alla rinnovata fiducia che il mercato aveva trasmesso ai collezionisti, in particolare sul fronte dei venditori”, ha commentato Ernesto Lanzillo, Deloitte Private leader. “I mesi di ottobre, novembre e dicembre sono determinanti per la costruzione dei cataloghi delle vendite dei primi mesi dell’anno successivo e gli ottimi risultati registrati dalle single-owner collection nelle aste autunnali potrebbero aver favorito l’immissione sul mercato di opere di elevata qualità.”

Il segmento Fine Art rappresenta il 71,6% del fatturato complessivo (+85,3% rispetto al primo semestre 2025). Il volume d’affari generato dalla categoria nei primi sei mesi dell’anno corrisponde già al 76,2% del fatturato complessivo registrato dall’intero segmento nel 2025. All’interno della Fine Art, il Post War rappresenta il 72,5% del fatturato (+79,3%), mentre il Pre War incide per il 22,8%, con un valore complessivo più che raddoppiato (+157,4%). Gli Old Masters generano il 4,7% del fatturato della categoria, in lieve crescita (+5,7%), pur registrando un tasso di invenduto del 26%.

“Anche nel primo semestre 2026 il mercato dei Passion Assets conferma il forte interesse dei collezionisti, soprattutto giovani e first-time buyer”, ha aggiunto Roberta Ghilardi, Deloitte Private Art&Finance Senior Manager. “Design (+44,3%), beni antichi (+39,9%) e Orologi e Gioelli (+33,4%) guidano la crescita, ma si conferma forte anche l’interesse per lotti fuori dall’ordinario, come il Golden Ticket della fabbrica di Willy Wonka, venduto per oltre 200 mila dollari tra altri beni di una single-owner collection.”

I Passion Assets crescono complessivamente del 34,8%, raggiungendo 1,67 miliardi di dollari di aggiudicazioni. Le performance più positive riguardano antichità (+39,9%), design (+44,3%) e orologi e gioielli (+33,4%), mentre fotografia (-9,5%) e vini (-13,1%) registrano un rallentamento, pur dopo un 2025 particolarmente favorevole.

New York mantiene la leadership del mercato con il 51,4% della quota globale e 3,49 miliardi di dollari di aggiudicazioni. Londra registra una crescita del 150,4%, raggiungendo 1,41 miliardi di dollari (20,8% del mercato globale). In Asia, Hong Kong consolida la propria leadership con 654 milioni di dollari (+30%), seguita da Riyadh (19,6 milioni) e Singapore (13,1 milioni, +35,9%). Parallelamente, il canale online si conferma sempre più come un vero e proprio “polo geografico” del mercato: rappresenta l’8,2% del volume d’affari complessivo, con 562 milioni di dollari di aggiudicazioni e una crescita del 54,9% rispetto al primo semestre 2025.

La crescita del mercato nel primo semestre del 2026 è riconducibile soprattutto alla presenza di capolavori consolidati e collezioni di particolare prestigio. Sette delle prime dieci vendite del semestre hanno registrato tassi di invenduto compresi tra lo 0% e il 4%, evidenziando sia l’elevata capacità di selezione delle case d’asta sia una domanda particolarmente solida per opere di elevata qualità.