29 Settembre 2026 10:58

Musica elettronica, videoarte, installazioni. A Roma torna il festival Videocittà

Videocittà 2026, il festival torna a Roma
Videocittà 2026, il festival torna a Roma
Da Adrian Paci ad Apparat, grandi protagonisti al Gazometro per il festival ideato da Francesco Rutelli

Un Gazometro che diventa un’onda di luce. Apparat che trasforma l’acqua in suono. La videoarte internazionale che entra nel cuore dell’archeologia industriale romana. Dal 10 al 12 luglio Roma torna a essere il punto d’incontro tra arte, tecnologia e immaginazione con Videocittà 2026, il festival della Visione e della Cultura Digitale ideato da Francesco Rutelli, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti.

Il tema della nona edizione è Watercult: l’acqua diventa una materia creativa che attraversa musica, immagini e tecnologia. Un elemento in movimento, capace di custodire memoria, generare energia e aprire nuove prospettive sul futuro. A guidare il programma c’è Apparat. Il musicista e producer tedesco, al secolo Sascha Ring, sarà protagonista di una doppia presenza speciale. Prima con la sonorizzazione di In Lympha, la grande installazione immersiva ideata e prodotta da Eni in collaborazione con Videocittà, poi con un dj set esclusivo, sabato 11 luglio, sul Main Stage del Gazometro.

Per In Lympha, Apparat reinterpreta la sua iconica traccia Black Water, realizzando una nuova versione del brano per il quindicesimo anniversario della sua uscita. La sua musica entrerà negli spazi dell’Opificio 41 accompagnando un’esperienza immersiva dedicata all’acqua come origine, trasformazione e forza generativa. Ma la vera protagonista sarà la trasformazione del Gazometro. Con UNDA, nuova installazione luminosa site-specific prodotta da Eni e ideata da Visioni Parallele e Niulab, il Gazometro G4 diventa un’opera urbana in continua metamorfosi.

 

Per la prima volta la struttura sarà protagonista di un intervento visibile esclusivamente dall’esterno: un flusso di luce e laser attraverserà il grande simbolo dell’archeologia industriale romana evocando il movimento delle onde e la potenza trasformativa dell’acqua.

Immaginare il futuro

Fulcro del festival è la rassegna di Videoarte, curata da Damiana Leoni e Rä di Martino. Un percorso internazionale che porta a Roma artisti capaci di esplorare il rapporto tra ambiente, corpo, percezione e nuove tecnologie. Tra i protagonisti anche Cao Yuxi, tra le figure più interessanti della ricerca digitale contemporanea, che indaga il confine tra natura, dati e intelligenza artificiale.

La sezione Videoarte ospiterà inoltre lavori di Shahzia Sikander, FLATFORM, Cecilia Bengolea e Monira Al-Qadiri, mentre Adrian Paci presenterà tre opere dedicate al rapporto tra trasformazione, memoria e identità. Videocittà amplia inoltre il dialogo tra arte e ricerca scientifica con OS Ocean Suite, il progetto realizzato dal CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che trasforma oltre settant’anni di dati climatici legati agli oceani in un paesaggio sonoro immersivo.

Tra live, dj set audiovisivi, realtà virtuale, installazioni e incontri professionali, Videocittà riunisce artisti, scienziati e creativi per esplorare le nuove frontiere della cultura digitale e dell’immaginazione contemporanea. ArtsLife seguirà Videocittà Watercult 2026 direttamente dal Gazometro con aggiornamenti flash, approfondimenti e interviste ai protagonisti, per raccontare dall’interno uno degli appuntamenti più curiosi dell’estate romana. Per tre giorni Roma si specchierà nell’acqua. E, come accade con le immagini che lasciano il segno, sarà anche un modo diverso di immaginare il futuro.