24 Settembre 2026 02:28

Il reale oltre la superficie: Jesús Gazol al Cornetto Acustico

Jesús Gazol. El viaje – courtesy Cornetto Acustico, Cagliari (2026)

Meraviglia e dolore prendono forma insieme nell’opera di Jesús Gazol e la materia scultorea svela il mistero invisibile dentro l’ordinario, con il viaggio dell’artista – un percorso tra ricerca creativa, umana e interiore – visibile a Cagliari nella mostra El viaje fino al 19 luglio.

La scultura plumbea di una vecchia valigia apre l’esposizione al Cornetto Acustico. Oltre questa il bianco spazio di via San Giovanni 219 è disseminato di sculture di bronzo e d’argilla, perfetti involucri, solidi e tangibili, di storie nascoste. Sono i mondi infiniti che Jesús Gazol – “uno degli interpreti più rappresentativi della scultura aragonese” – racconta con la sua arte. Ad aprire il percorso tracciato dallo scultore è il suo Espacio para soñar, uno spazio per sognare, dove la figura di un bambino è attorniata di decine di matite e ancora oltre da disegni e parole, coordinate, codici, sentimenti – allegria, tristezza, paura, ira, disgusto, sorpresa – e ancora fonti d’ispirazione, punti cardinali, idee, progetti. A parlare invece della ricerca di Gazol è il torso di Ninfa, un volto dormiente. La classica figura modellata nella terra rivela la cultura figurativa cui è legato l’autore – da Michelangelo a Pablo Gargallo passando per Rodin e Camille Claudel – e una tecnica accademica segnata da un marcato realismo orientato “verso una visione del reale che scopre celare un fascino nascosto, al di là dell’esteriorità del quotidiano”. Sulla pelle della Ninfa infatti un vibrante brivido materico rivela qualcosa di più profondo, che supera la superficie della pelle e dell’argilla per dare visione di ciò che vi batte dentro.

Jesús Gazol, La Arquitectura de las emociones. El viaje – courtesy Cornetto Acustico, Cagliari (2026)

Al centro del mondo fisico di Gazol vi è la forma materiale, architettonica e corporea del cuore, organo muscolare che batte e così genera la pressione per far circolare vita, ossigeno e nutrienti nel sangue. Questo segreto meccanismo da alcune decine di milliampere e da un bicchierino da liquore è protetto sotto l’involucro di apparati e tessuti dell’organismo che è il corpo umano, oggetto “meraviglioso e affascinante”, fondamentale elemento “per comunicare e trasmettere” secondo l’artista. Così uno stretto e chiuso abbraccio ne prende le sembianze in El Paisaje de nuestra Piel, caldo incontro di amanti in forma plastica. Così il sistema di pompaggio fatto di valvole, atri e ventricoli è sospeso a battere i colpi come un filo a piombo in Esencia, retto strettamente da una mano aggettante da una cornice. Così i ritratti fotografici dei figli dell’artista sono i suoi Latidos, i battiti della sua vita. E la metafora del pendolo risuona nello spazio del Cornetto Acustico con il cuore pendente dove i vasi sanguigni di aorta, arteria polmonare, vene cave e vene polmonari si innestano quali punti cardinali – est, sud, ovest e nord – nella scultura del grande muscolo involontario a fibre striate. E al peso in sospensione torna La catedral del silencio – sottile rimando plastico a Salvador Dalí – ed El tiempo, locura, todo che apre al tema della follia. Alla sofferente vicenda della scultrice Camille Claudel e alla sua prigionia è dedicato un nucleo della mostra, prima che altre opere – busti, ritratti, omaggi – riconducano infine, circolarmente, il percorso alla valigia scolpita da Jesús Gazol.

Jesús Gazol. El viaje – courtesy Cornetto Acustico, Cagliari (2026)

Come si legge nel testo di presentazione egli è “artista radicato in una tradizione di convinto realismo, capace però di una vibrante modernità contemporanea. Uno stile, il suo, contrassegnato da una cura zelante nel modellato, dove è il dettaglio anatomico che corrobora il gesto, capace di congelarsi nell’istante fulminante dell’emozione. Ogni figura sembra strappata da un corpo vivo, e il bronzo pulsa quasi come carne. Nelle sue opere il corpo umano si trasforma in un’amalgama di dolore, tensione, abbandono, abbraccio. Realtà e dramma procedono uniti: Gazol non si accontenta di rappresentare la forma, gli preme mostrare quel che vi palpita dentro. Il suo processo creativo è un viaggio che inizia nella materia e si conclude nell’anima, qualcosa di meraviglioso e insieme doloroso, dove la figura che emerge dall’argilla è un ritratto del mondo e ancora uno specchio di sé stesso. La scultura infatti è la sua vita, padrona del suo tempo e di tutte le sue intense energie creative, dove meraviglia e dolore diventano finalmente strumento di conoscenza del sé”.

Con le opere di Jesús Gazol bronzi e argille rivelano come in una confessione i segreti posti oltre la superficie del reale svelando l’interiore invisibile profondità umana, fatta di meraviglia e dolore e tutte le altre combinazioni possibili di emozioni. E così con la mostra El viaje del Cornetto Acustico si ha conferma delle parole dello scultore, secondo cui “l’arte è un viaggio dei sentimenti”.