09 Ottobre 2026 00:31

L’Unione Europea ufficializza la “raccomandazione” della revoca ai fondi per la Biennale

La Biennale di Venezia

La Commissione europea raccomanda la revoca di due milioni di euro in tre anni alla Biennale di Venezia, continuando la questione innescata dalla partecipazione russa. La vicepresidente Virkkunen: «I valori democratici non sono rispettati nella Russia di oggi»

La Commissione europea ha ufficialmente “raccomandato” la revoca del finanziamento comunitario alla Biennale di Venezia, a causa della riapertura del padiglione russo all’esposizione inaugurata lo scorso maggio. In ballo ci sono due milioni di euro in tre anni, fondi che l’ente veneziano rischia di perdere per una scelta politica che ha scatenato un terremoto diplomatico e culturale.

A dare l’annuncio è stata la vicepresidente esecutiva della Commissione, Henna Virkkunen, attraverso i suoi canali social. La raccomandazione è stata trasmessa all’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (Eacea), l’organismo tecnico che gestisce concretamente i finanziamenti Ue. La decisione, ha precisato Virkkunen, «fa seguito a un’attenta valutazione delle risposte fornite dalla Biennale per giustificare la riapertura del padiglione russo. La cultura in Europa – finanziata con i soldi dei contribuenti – dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Valori non sono rispettati nella Russia di oggi».

La scelta di Buttafuoco e lo scontro con il governo

La riapertura del padiglione russo era stata decisa a marzo dal presidente della Biennale, l’intellettuale e scrittore di destra Pietrangelo Buttafuoco. Una decisione che ha immediatamente sollevato polemiche, trovando l’opposizione del governo e del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aveva inviato gli ispettori a Venezia per verificare la situazione. Il padiglione era rimasto chiuso dal 2022, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, in linea con le sanzioni europee imposte a Mosca. La riapertura ha rappresentato una rottura rispetto alla posizione comune dell’Unione Europea, scatenando le ire di Bruxelles che ha da subito minacciato la revoca dei fondi e chiesto più volte chiarimenti all’Italia, accusando la Biennale di aver violato il regolamento che ha imposto le sanzioni alla Russia.

Il percorso verso il taglio dei fondi era già stato avviato lo scorso 10 aprile. Il successivo 23 aprile, la revoca era stata comunicata ufficialmente, concedendo all’ente veneziano trenta giorni di tempo per cambiare la propria decisione o per spiegarne le ragioni. Termine che non ha convinto la Commissione. Ora la parola passa all’Eacea, che dovrà tradurre in atto la raccomandazione di Bruxelles. La Biennale di Venezia, da sempre simbolo di eccellenza culturale internazionale, si trova così al centro di una bufera politica che mette in discussione il suo futuro finanziario e la sua autonomia decisionale.

Da Venezia, per ora, nessuna replica ufficiale, ma è prevedibile una mobilitazione del mondo della cultura e della politica italiana in difesa della Biennale. E della libertà.