
Al centro d’arte di Cold Spring Esposito presenta gli assemblaggi della serie inconveniente e la video-installazione Oltremare (sotto terra vulnerabili)
Un percorso che invita a riflettere su temi di grande attualità come migrazioni, identità, lavoro, vulnerabilità e trasformazioni sociali. Dal 24 luglio al 1° febbraio 2027, Magazzino Italian Art di Cold Spring, New York, presenta Bruna Esposito: In Light of Facts, una mostra personale dedicata a una delle voci più conosciute – anche sul piano internazionale – dell’arte contemporanea italiana. Curata da Nicola Lucchi e ospitata nel Robert Olnick Pavilion, l’esposizione riunisce per la prima volta negli Stati Uniti un’importante selezione della serie inconveniente (2014) e l’installazione Oltremare (sotto terra vulnerabili) (2006-2011).
Bruna Esposito costruisce le sue installazioni attraverso materiali di uso comune e oggetti recuperati, dalle coperte isotermiche ai tavoli da mercato, fino a elementi legati al soccorso e al commercio. La luce, protagonista dell’allestimento, diventa uno strumento capace di modificare la percezione delle opere e di rendere visibili aspetti spesso trascurati della realtà contemporanea.

Documentazione ed evocazione
La mostra si articola in due ambienti distinti ma dialoganti. Da una parte, gli assemblaggi della serie inconveniente trasformano materiali ordinari in sculture essenziali e poetiche, sospese tra protezione e precarietà. Dall’altra, la video-installazione Oltremare (sotto terra vulnerabili) conduce il visitatore in uno spazio immersivo e contemplativo. Dove il lento affondare di una bandiera nel mare diventa metafora delle migrazioni, della memoria collettiva e delle fragilità del nostro tempo.
In Light of Facts rappresenta un nuovo capitolo del rapporto tra Bruna Esposito e Magazzino Italian Art, iniziato nel 2013 con il progetto site-specific Out of the Blue e proseguito nel 2021 con l’installazione Altri Venti – Ostro, realizzata nell’ambito dell’Italian Council.

Come sottolinea il direttore Nicola Lucchi, la mostra mette in dialogo documentazione ed evocazione, mostrando come materiali e oggetti appartenenti alla quotidianità possano rivelare una dimensione profondamente umana e poetica. Un approccio che caratterizza da oltre trent’anni la ricerca di Bruna Esposito, artista capace di trasformare elementi semplici in strumenti di riflessione sulle grandi questioni del presente.




