09 Ottobre 2026 00:31

Renato Guttuso protagonista della nuova mostra di Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo

Renato Guttuso, Damigiana e case, 1961, olio su tela. Farsettiarte Cortina d'Ampezzo
Renato Guttuso, Damigiana e case, 1961, olio su tela. Farsettiarte Cortina d’Ampezzo
Inaugura l’1 agosto – e sarà visitabile fino a 13 settembre – l’esposizione che Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo dedica a uno dei principiali protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Di Renato Guttuso verrà presentata una selezione di opere che spaziano dagli anni Trenta ai Sessanta

Omaggia uno dei protagonisti indiscussi dell’arte italiana del XX secolo la mostra che il prossimo 1 agosto inaugurerà Farsettiarte nella sede di Cortina d’Ampezzo. Renato Guttuso: opere dal 1937 al 1980 è il titolo della mostra che sarà visitabile per tutta l’estate, fino al 13 settembre. Un’esposizione che ripercorre le tappe cruciali della carriera di Renato Guttuso (Bagheria 1912 – Roma 1987), dagli anni Trenta ai Sessanta.

Renato Guttuso, Forchetta, bicchiere e tenaglia, 1946, olio su tela. Farsettiarte Cortina d'Ampezzo
Renato Guttuso, Forchetta, bicchiere e tenaglia, 1946, olio su tela. Farsettiarte Cortina d’Ampezzo

La mostra prende avvio dalla fine degli anni Trenta, fondamentali nella formazione dell’artista che, all’inizio del decennio, si trasferisce dalla Sicilia a Roma. Qui condividerà con gli artisti della Scuola Romana la predilezione per la pittura tonale e lo spirito di ribellione al gusto di Novecento allora imperante. Un soggiorno a Milano e i rapporti con artisti come Manzù, Birolli e Persico lo orienteranno verso un approccio di tipo realista, rafforzando le sue convinzioni antifasciste: tra i suoi modelli di riferimento, sono il Picasso di Guernica, i realisti francesi del XIX secolo come Courbet e Géricault, le opere giovanili di van Gogh.

Renato Guttuso, Interno con stufa, 1948, olio su tela. Farsettiarte Cortina d'A
Renato Guttuso, Interno con stufa, 1948, olio su tela. Farsettiarte Cortina d’Ampezzo

L’adesione durante gli ultimi anni del regime al movimento di Corrente segna il suo definitivo orientamento verso un’arte impegnata e civile. L’antifascismo convinto del pittore ne sarà una diretta conseguenza. Nell’immediato Dopoguerra, Guttuso è uno dei protagonisti del Fronte nuovo delle Arti, con lavori che traducono l’interesse sociale in un impianto neocubista. Questo periodo è documentato in mostra da tele quali Forchetta, bicchiere e tenaglia, La grande lavandaia, Interno con stufa. L’esposizione conta anche pezzi realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta, quando nella produzione di Guttuso hanno la meglio la spinta naturalistica e l’accoglimento di istanze espressioniste, che portano a un linguaggio realistico più libero, più sciolto, più immediato. Ne sono un esempio Damigiana e case o Edicola.