29 Settembre 2026 15:09

Nessuno tocchi Pavlensky! La Francia potrebbe revocare lo status di rifugiato all’artista russo

Pyotr Pavlensky
Pyotr Pavlensky
La Francia riconobbe a Pavlensky l’asilo perché perseguitato per la sua pratica artistica. E ora lo revocherebbe proprio a causa di quella stessa pratica

L’artista russo Pyotr Pavlensky, noto a livello internazionale per le sue controverse azioni artistiche e politiche, rischia di perdere lo status di rifugiato ottenuto in Francia nel 2017. L’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA) ha infatti avviato una procedura che potrebbe portare alla revoca dell’asilo. Sulla base di due condanne penali legate alle opere Lighting e Pornopolitics.

La procedura, notificata all’artista nel giugno 2026, non rappresenta ancora una decisione definitiva e non comporta un ordine di espulsione. Qualora l’OFPRA decidesse di revocare lo status di rifugiato, Pavlensky avrebbe comunque la possibilità di presentare ricorso davanti alla Corte nazionale francese per il diritto d’asilo (CNDA).

L’artista ha scelto di rispondere non attraverso documentazione sulla propria integrazione sociale o familiare, come richiesto dall’autorità francese, ma riaffermando il significato della propria ricerca artistica. In una dichiarazione scritta ha definito la situazione “paradossale”: la Francia gli avrebbe riconosciuto l’asilo perché perseguitato in Russia per la sua pratica artistica. E ora intenderebbe revocarlo proprio a causa di quella stessa pratica.

 

Pavlensky Pyotr Pavlensky,
Pavlensky alla Banque de France in Place de la Bastille
Libertà artistica e diritto d’asilo

Al centro della sua difesa c’è la teoria della “subject–object art”, secondo cui l’opera d’arte non si esaurisce nell’azione iniziale, ma continua a svilupparsi attraverso le reazioni delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine. In questa prospettiva, arresti, processi e sentenze diventano parte integrante dell’opera stessa.

Tra gli episodi citati dall’OFPRA figurano Lighting, l’azione del 2017 che vide Pavlensky incendiare le finestre di una filiale della Banque de France in Place de la Bastille. E Pornopolitics, progetto del 2020 legato alla diffusione online di materiale intimo riguardante un candidato alle elezioni comunali di Parigi. Le relative condanne, emesse nel 2019 e nel 2023, costituiscono la base della procedura avviata dall’autorità francese.

A sostegno della propria posizione, Pavlensky ha annunciato l’invio all’OFPRA di due volumi dedicati al suo lavoro: Subject–Object Art Theory (Seagull Books, 2025), che illustra i fondamenti teorici della sua pratica. E Une œuvre d’art face au tribunal: Sur Pornopolitique de Piotr Pavlenski (Au diable vauvert, 2024). Una raccolta di saggi critici firmati da studiosi e teorici dell’arte contemporanea.

L’esito della procedura è ancora aperto, ma il caso riporta al centro del dibattito il delicato rapporto tra libertà artistica, diritto d’asilo e responsabilità penale. In un contesto in cui le opere di Pavlensky continuano a suscitare profonde divisioni tra mondo dell’arte e istituzioni.