
Storica dell’arte e docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Palermo, Bigi co-dirige anche la rivista “Arte e Critica”
Daniela Bigi, storica dell’arte e docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Palermo, sarà Direttrice a partire dallo scadere della nomina del Prof. Umberto De Paola rappresentante nazionale dei direttori delle Accademie di Belle Arti italiane. Daniela Bigi co-dirige la rivista «Arte e Critica» e il suo supplemento «Arte e Critica City». Vive tra Roma e Palermo, lavorando come storica dell’arte, critica e curatrice.
Nel programma esposto al momento della sua candidatura ha usato più volte il condizionale “mi piacerebbe” come per invitare il corpo docente a un impegno collettivo per una crescita futura. E ha aggiunto: “In prospettiva, penso all’Accademia come a un unico grande laboratorio vocato alla co-costruzione dei saperi, e quindi mi piacerebbe riuscire a far sì che possa arrivare a rappresentare un polo di cultura contemporanea riconosciuto a livello nazionale e internazionale”.
Una nuova sede
In effetti l’Accademia di Palermo ha già dato la laurea a titolo onorifico a William Kentridge nel 2022 e l’anno successivo allo scultore britannico Richard Deacon. Già nel 2023 Farid Rakun dei Ruangrupa, collettivo che ha curato Documenta 15, ha tenuto un laboratorio all’Accademia di Palermo secondo un’iniziativa curata proprio da Daniela Bigi. Il nuovo corso dell’Accademia di Belle Arti di Palermo è però caratterizzato dall’acquisizione di una nuova sede di circa 13.000 metri quadri, l’Ex complesso del Sacro Cuore. Costituito da alcuni edifici e un parco che in origine era Villa Pignatelli. Costruita tra la fine del XVIII e del secolo successivo la villa divenne la dimora di Ettore Pignatelli Tagliavia Aragona.

Fu il figlio Diego a ideare lo spazio verde caratterizzato dalle emergenze Neoclassiche progettate da Paolo Caccianiga, docente di Belle Arti presso la Regia Università tra il 1814 e il 1817. Il giardino era comunque preesistente. Voluto da Lorenzo Teglies, era già stato impostato con un “edificio di comode e sontuose fabbriche, con fonti, boschetti, grotte, labirinti di mirti e arbusti sempreverdi” come si legge in un manoscritto del 1915 di Vincenzo di Giovanni. Nel 1904 l’intero complesso venne ceduto alle suore del Sacro Cuore di Gesù per diventare la scuola della ricca borghesia e nobiltà locale.
In questi tre anni di mandato della direzione Bigi si prevede l’avvio della risistemazione dell’edificio nella prospettiva futura di trasformare l’intero complesso in un campus polifunzionale che ha l’ambizione di diventare il più esteso polo culturale della Sicilia.




