15 Ottobre 2026 04:35

Perché facciamo mostre?

Expositio Mundi. La mostra come medium, Macerata
Expositio Mundi. La mostra come medium, Macerata
Fino al 10 gennaio 2027 a Macerata la mostra che ripercorre 350 anni di storia delle esposizioni, partendo dalla figura di Giuseppe Ghezzi

“Rendere accessibili i valori importanti di una comunità a più persone possibile“. È da questa riflessione del curatore Lorenzo Benedetti che prende avvio Expositio Mundi. La mostra come medium, il progetto espositivo in programma fino al 10 gennaio 2027 a Macerata. Promossa e organizzata dal Comune, dall’Accademia di Belle Arti e dall’Università di Macerata, la mostra invita a guardare oltre le opere per interrogarsi sul significato stesso dell’esporre. Cosa significa fare una mostra? Chi ha inventato questo formato? E come è cambiato, in oltre tre secoli, il modo di condividere il patrimonio artistico con il pubblico?

Il progetto – curato da Benedetti assieme a Giuliana Pascucci – nasce in occasione del 350° anniversario di quella che viene considerata la prima esposizione pubblica d’arte della storia moderna. E affronta la mostra non come semplice contenitore di opere, ma come un vero e proprio medium culturale. Nel tempo, infatti, le esposizioni hanno modificato profondamente il rapporto tra arte e società, trasformando collezioni private in patrimonio condiviso e rendendo il museo e gli spazi espositivi luoghi di incontro, confronto e costruzione di conoscenza.

 

Expositio Mundi. La mostra come medium, Macerata
Expositio Mundi. La mostra come medium, Macerata

Expositio Mundi ripercorre questa evoluzione attraverso un dialogo continuo tra passato e presente, ponendo al centro il valore pubblico dell’arte e la capacità della mostra di creare relazioni, generare dibattito e rendere accessibili i valori di una comunità. “L’idea”, puntualizza il curatore, “è quella di mettere la storia in rapporto con il contemporaneo. In Italia c’è il passato, che noi per fortuna l’abbiamo enorme e bellissimo. Però spesso facciamo molta fatica a mettere l’accento sull’oggi, sulla società che viviamo noi. A produrre, a sviluppare, a mettere in dialogo l’arte contemporanea con il passato”.

Pioniere della curatela

Al centro della narrazione si trova Giuseppe Ghezzi (1634-1721), pittore, letterato, collezionista e organizzatore di eventi artistici, figura oggi riconosciuta come uno dei pionieri della curatela moderna. Nel 1676, nel chiostro di San Salvatore in Lauro a Roma, Ghezzi organizzò una rassegna di dipinti rinascimentali provenienti da collezioni private, aprendo per la prima volta al pubblico opere fino ad allora visibili soltanto a una ristretta cerchia di proprietari e intenditori. Alcuni studiosi, per completezza, assegnano il “primato” della mostra d’arte pubblica più antica ad Anversa, dove nel 1540 un’esposizione di dipinti fu allestita nell’ambito della fiera Pand.

 

Lorenzo Benedetti presenta Expositio Mundi. La mostra come medium, Macerata
Lorenzo Benedetti presenta Expositio Mundi. La mostra come medium, Macerata

Quel gesto rappresentò una svolta culturale: la mostra diventava uno strumento di diffusione del sapere e un dispositivo capace di costruire una relazione diretta tra opere e cittadini. A distanza di tre secoli e mezzo, il progetto maceratese rilegge quella intuizione come l’origine di una pratica che continua ancora oggi a interrogare il nostro modo di guardare, interpretare e condividere l’arte. “Oltre essere uno scrittore, Ghezzi era legato anche all’Accademia dell’Arcadia”, aggiunge Benedetti. “E questa mostra infatti collabora con l’Università, con l’Accademia, perché vuole essere anche una mostra di ricerca”.

Tre sedi

La mostra assume inoltre una dimensione urbana sviluppandosi in tre sedi che dialogano tra loro: i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, lo Sferisterio e la Biblioteca Mozzi Borgetti. Ognuno di questi luoghi contribuisce a costruire un percorso diffuso che trasforma l’intera città in un laboratorio dedicato alla storia dell’esposizione. Dipinti, sculture, installazioni, video, dispositivi espositivi e interventi site-specific accompagnano il visitatore in un itinerario che supera il modello tradizionale della mostra per coinvolgere lo spazio pubblico e il tessuto urbano, invitando il pubblico a vivere l’esperienza espositiva come un percorso aperto e partecipato.

 

Expositio Mundi. La mostra come medium, Macerata
Expositio Mundi. La mostra come medium, Macerata

Accanto alle opere e ai documenti legati a Giuseppe Ghezzi, Expositio Mundi riunisce artisti che, in epoche e con linguaggi differenti, hanno riflettuto sul tema dell’esposizione come forma espressiva autonoma e pratica critica. Il percorso comprende lavori di Ed Atkins, Joseph Beuys, Catherine Biocca, Paolo Chiasera, Michele Ciacciofera, Adelaide Cioni, Fabrizio Cotognini, Felix Gonzalez-Torres, Jason Hirata, Oliver Laric, Jonathan Monk, Maurizio Nannucci, Laura Paoletti, Giulio Paolini, Dimitar Solakov, Nedko Solakov, Veit Stratmann e Agnès Thurnauer.

Le loro opere affrontano il tema della visibilità, della relazione con il pubblico e del ruolo dello spazio espositivo, contribuendo a raccontare come la mostra possa diventare essa stessa un linguaggio artistico e uno strumento di riflessione sul presente. Più che una rassegna dedicata alla storia dell’arte, Expositio Mundi si presenta così come una mostra sulla storia delle mostre. Un progetto che invita a ripensare il significato dell’esporre e a riflettere su come, ancora oggi, una mostra possa essere uno spazio di conoscenza condivisa, partecipazione e cittadinanza culturale.