
ll 7 ottobre l’inaugurazione della nuova sede della galleria, a due passi dalla Stazione Centrale, con un dialogo tra gli artisti Nacho Unrrein e Lucas Simões
Dopo due anni di attività e una infilata di fiere tra Europa e Sudamerica, ORMA inaugura il 7 ottobre la sua nuova sede in Via Leopoldo Gasparotto 4, a Milano. Fondata dalla curatrice Barbara Magliocco e dall’artista Andrea Gallotti, con la gestione di Francesca Silvestri, la galleria è nata con l’obiettivo di costruire un ponte culturale tra Italia, Brasile e America del Sud, portando la produzione artistica latinoamericana al centro del circuito internazionale. «Il pubblico guarda oggi con crescente curiosità a quest’area del mondo, ma continua a immaginarla come un insieme indistinto», racconta il team di ORMA, che intende superare questa visione attraverso un programma curatoriale che privilegia artisti emergenti e mid-career, con ricerche incentrate su identità, paesaggio, memoria e trasformazioni sociali.
Con partecipazioni alle fiere di São Paulo, SP–Arte e Rotas, e ArtRio (a Rio de Janeiro), e sviluppando progetti espositivi in collaborazione con istituzioni come il Centro Cultural Hélio Oiticica di Rio de Janeiro e l’Instituto Alto di São Paulo, la nuova sede milanese rappresenta un passaggio decisivo, configurandosi come un laboratorio aperto dove artisti, curatori, collezionisti e istituzioni potranno incontrarsi in una programmazione che mette in relazione pratiche creative da contesti geografici differenti.

La mostra inaugurale (dal 7 ottobre al 21 novembre) riunirà per la prima volta in Italia gli artisti Nacho Unrrein (Buenos Aires, 1987) e Lucas Simões (San Paolo, 1980), entrambi legati all’architettura e accomunati da una ricerca che mette al centro la trasformazione della materia e il rapporto tra costruzione, memoria e spazio: la poetica di Unrrein si situa nell’incontro tra pittura, installazione e oggetto, riflettendo sui processi di stratificazione e percezione; Simões interviene su materiali industriali e superfici architettoniche attraverso tagli, piegature e tensioni che alterano la stabilità della forma. Accompagnata da un testo curatoriale di Benedetta Casini e Matteo Bergamini, il dialogo tra i due artisti proseguirà all’interno del progetto “Linear Time Is a Western Invention“, che ORMA presenterà ad Artissima nel novembre 2026. Una apertura che rafforza la presenza di ORMA nel panorama internazionale, confermando Milano come punto di partenza per una rete di relazioni tra Europa, Brasile e America Latina.




