
L’interpello/farsa per il direttore dei musei MiC pubblicato in pieno agosto. Con solo 10 giorni per candidarsi
In Italia ormai siamo abituati alle procedure farsa negli incarichi pubblici, e quindi è difficile scandalizzarci. Sia chiaro, concordiamo sul fatto che un tal ministro debba poter scegliere direttamente i più alti collaboratori, perché anche dalle loro performances il suo lavoro sarà poi giudicato. Troviamo quindi comprensibile che per “l’incarico di funzione dirigenziale di livello generale di direttore della Direzione generale Musei” si ricorra allo strumento dell’interpello, piuttosto che del bando. Con l’interpello infatti il ministro – nel caso in oggetto – alla fine della procedura sceglie direttamente il candidato ritenuto più idoneo.
Ma c’è un particolare, non propriamente secondario. L’interpello prevede infatti che siano raccolte le candidature dei dirigenti interessati all’incarico. Anche se spessissimo questo nasconde una scelta già effettuata a monte, e che deve soltanto essere “ratificata” da una procedura di legge. Ma la domanda che poniamo è: perché trasformare queste “liturgie” in una farsa?
Già, perché il Ministero della cultura non si accontenta di pubblicare l’avviso in pieno agosto, quando si presume che la metà almeno dei potenziali interessati stazioni sotto ombrelloni o lungo sentieri dolomitici. Ma concede ai medesimi potenziali dirigenti interessati soltanto 10 giorni per inviare le proprie candidature. Pubblicazione dell’avviso: 3 agosto 2026. Scadenza: 13 agosto 2026. Poi ci stupiamo se molti conoscono già nome e cognome del prescelto?




