22 Settembre 2026 18:44

Gwangju Biennale. Ecco i cinque artisti scelti per il Padiglione Italiano

Il Donggok Museum di Gwangju, sede del padiglione italiano
Il Donggok Museum di Gwangju, sede del padiglione italiano
Più che una rappresentazione dell’Italia all’estero, il Padiglione Italiano propone un confronto tra culture e pratiche visive diverse

Raffaela Naldi Rossano, SAGG NAPOLI, Dew Kim, Ru Kim, Davide Stucchi. Saranno questi i cinque artisti – italiani e coreani – selezionati dalla curatrice Irene Campolmi per il Padiglione Italiano alla 16ª Gwangju Biennale. Più che una rappresentazione dell’Italia all’estero, il Padiglione Italiano propone un confronto tra culture e pratiche visive diverse. Promosso dall’Istituto Italiano di Cultura di Seoul, andrà in scena dal 5 settembre al 14 febbraio 2027 presso il Donggok Museum di Gwangju.

La mostra – titolo The Look is A Li(k)e – ruota attorno a una domanda apparentemente semplice: che cosa significa essere visti? In AMEN (2021), SAGG NAPOLI utilizza l’esperienza dell’allenamento nel tiro con l’arco per riflettere sui limiti fisici e psicologici. Trasformando la concentrazione e la resistenza in una metafora del controllo sul corpo. In Legion, Nowhere Whole (2026) di Dew Kim, un nuovo anti-monumento affronta la frammentazione dell’identità nell’epoca dei dati e della sorveglianza algoritmica.

La questione dell’identità ritorna nelle opere di Ru Kim, tra cui la nuova installazione Tails of Courage, or the Master’s Pirouette (2026). Con Partenope’s Blind Date Room (2026), Raffaela Naldi Rossano sposta invece l’attenzione verso il desiderio e la relazione. Davide Stucchi amplia la riflessione oltre il corpo umano. In opere come Rise & Shine e Light Switch (2026), oggetti quotidiani – specchi, interruttori, finestre e scale – vengono sottratti alla loro funzione e inseriti in situazioni sospese, quasi teatrali.