
Con 301.730 visitatori in 162 giorni, l’esposizione curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna è la mostra più visitata nella storia di Palazzo Strozzi
Si è chiusa domenica 23 agosto Rothko a Firenze, la grande mostra dedicata a Mark Rothko che ha trasformato Palazzo Strozzi e alcuni dei luoghi simbolo della città in un inedito dialogo tra arte moderna, storia e spiritualità. Con 301.730 visitatori in 162 giorni, l’esposizione è diventata la mostra più visitata nei vent’anni di storia della Fondazione Palazzo Strozzi. Un progetto costruito grazie a prestiti provenienti da alcune delle più importanti istituzioni internazionali, tra cui il MoMA e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra e la National Gallery of Art di Washington.
Il successo ha coinvolto anche le due sedi satellite. Il Museo di San Marco ha registrato 96.665 visitatori, mentre la Biblioteca Medicea Laurenziana ha raggiunto 32.140 presenze, rafforzando l’idea di una mostra diffusa capace di mettere in relazione Rothko con il patrimonio storico e artistico fiorentino. Particolarmente significativo è il dato sulla provenienza del pubblico: circa il 60% dei visitatori di Palazzo Strozzi, pari a 200 mila persone, è arrivato da fuori dell’area metropolitana di Firenze, appositamente per visitare la mostra.

L’esposizione ha ottenuto inoltre una forte attenzione internazionale, con recensioni e articoli pubblicati da testate come The New York Times, The Wall Street Journal, Financial Times, El País, Le Figaro e Apollo Magazine. Ampia anche la partecipazione alle attività educative e al public program, rivolti a giovani, famiglie, scuole, università e persone con esigenze di accessibilità.
Archiviato il capitolo Rothko, Palazzo Strozzi guarda già al futuro: dal 25 settembre 2026 sarà protagonista il nuovo progetto Broken. Il potere del frammento, mentre nel 2027 sono attese le grandi mostre California Dreaming e Basquiat.





