29 Settembre 2026 09:44

Morto a 92 anni Franco Fontana, il maestro che fece del colore una forma d’arte

Franco Fontana
Franco Fontana
Fotografo autodidatta, Fontana ha trasformato il paesaggio in geometria e il colore in un nuovo linguaggio della fotografia contemporanea.

«La vita è a colori». In poche parole c’è tutta la fotografia di Franco Fontana, scomparso a 92 anni. Il fotografo modenese, tra i più originali e riconoscibili autori italiani del Novecento e del nuovo millennio, ha costruito la propria ricerca intorno a una convinzione semplice e radicale: fotografare non significa riprodurre la realtà, ma reinventarla attraverso il proprio sguardo.

Fontana era nato a Modena nel 1933 e aveva cominciato a fotografare nei primi anni Sessanta. In un’epoca in cui il bianco e nero rappresentava ancora il linguaggio dominante della fotografia d’autore, scelse il colore e ne fece una materia espressiva. Una scelta tutt’altro che decorativa: «Il colore va interpretato», spiegava, perché la fotografia non deve limitarsi a mostrare ciò che abbiamo davanti agli occhi, ma trasformarlo.

I suoi paesaggi sono diventati così immediatamente riconoscibili: campi divisi da linee nette, cieli profondi, ombre, strade, architetture e superfici accese da colori saturi. La realtà, nelle sue immagini, tende progressivamente all’astrazione. Il paesaggio non è più soltanto un luogo, ma una composizione di forme, ritmi e contrasti.

 

FRANCO FONTANA © texas 1979
FRANCO FONTANA © texas 1979
Rivoluzione silenziosa

«La fotografia è il fotografo, non la sua macchina», diceva Fontana. Una frase che riassume bene la sua idea dell’immagine: fotografiamo ciò che siamo, non semplicemente ciò che vediamo.

La sua carriera, iniziata quasi da autodidatta, prese una svolta decisiva negli anni Settanta. Nel 1976 lasciò l’attività di arredatore per dedicarsi completamente alla fotografia. Da allora il suo lavoro sarebbe stato esposto e pubblicato in Italia e all’estero, entrando nelle collezioni di oltre cinquanta musei internazionali.

Accanto al paesaggio, Fontana ha fotografato città, corpi, ombre, architetture e moda, lavorando anche per importanti riviste e aziende. Ma il suo nome resta soprattutto legato a quella rivoluzione silenziosa con cui rese il colore protagonista della fotografia d’autore.

La sua lezione va oltre la tecnica. Fontana ha insegnato a guardare: a cercare dentro la realtà una forma nascosta, a sottrarre invece di aggiungere, a trasformare un campo, una strada o un muro in qualcosa di quasi irreale.