09 Ottobre 2026 08:11

Un ritratto di chiunque. Daniele Sigalot in mostra a Roma

Daniele Sigalot, Camera dei Deputati, 2026
Daniele Sigalot, Camera dei Deputati, 2026
Il Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei Deputati ospita una nuova tappa del progetto avviato da Sigalot nel 2021

Daniele Sigalot, artista al quale piace fare un’arte per gli altri, vicina al cuore di chi la guarda e magari se ne fa coinvolgere, spiazzante nella sua altisonante semplicità, descrive questa nuova sfida usando queste parole: “L’esposizione alla Camera si intitola Un ritratto di chiunque a Roma e al centro della mostra c’è una mappa specchiante di Roma di 2,5 metri. Le strade sono incise sull’acciaio e attraversano, trasformandolo, il riflesso di chi le sta davanti. In pratica, per una volta non è Roma a essere ritratta, ma è Roma a ritrarre chi la guarda. Un’idea semplice, che racconta come le città dove viviamo ci formano e trasformano. E se la città è Roma, col suo carattere e la sua storia, quella trasformazione è un solco. Durante l’inaugurazione continuerò anche a scattare nuovi ritratti dei visitatori che vorranno posare davanti alla mappa e scoprire come Roma li trasforma”.

Identità e luoghi

La mostra è a cura di Guicciardo Sassoli de’ Bianchi e trova ospitalità presso il Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei Deputati a Roma. Il titolo è programmatico, come spesso nelle opere dell’artista romano, Un ritratto di chiunque a Roma è un nuovo capitolo di Un ritratto di chiunque, ovunque, progetto avviato nel 2021, costruito attorno a una serie di mappe specchianti dedicate a città e territori differenti. Il principio fondante è la definizione di uno spazio, oltre la descrizione geografica, oltre l’uso di carte che usano punti geometrici di riferimento, bensì attraverso gli uomini che quello spazio lo abitano, lo attraversano e quindi lo plasmano semplicemente con la loro presenza.

 

Daniele Sigalot, Camera dei Deputati, 2026
Daniele Sigalot, Camera dei Deputati, 2026

Le mappe di Sigalot non vogliono essere uno specchio che restituisca un’immagine fedele bensì superficie riflettente e distopica di una realtà che trova definizione nella presenza umana. I volti sono spezzati, i gesti sfuggenti, il profilo della figura si fa liquefatto e trova definizione sovrapponendosi frammentariamente sul disegno inciso delle strade della città. Due livelli di definizione, due piani, quello geografico e quello umano che finiscono, in sovrapposizione, per fondersi. L’identità di ciascun individuo trova dimensione nella geografia del luogo, nella quale viene, seppur temporaneamente, inscritta, mentre la città acquista un volto diverso, perché diverso è, di volta in volta, colui che la osserva.

Roma dispositivo ottico del racconto

Una grande mappa di Roma, di due metri e mezzo, viene posta al centro della Sala del Cenacolo, incisa su una superficie di acciaio lucido, alla maniera delle opere colossali e materiche precedenti di Sigalot; la trama della città, la rete di strade, piazze, quartieri, diventa una sorta di dispositivo ottico: quando lo spettatore si avvicinando all’opera, vede riflesso se stesso, attraverso una deformazione della sua immagine che attraversa in maniera dinamica le vie della Città Eterna.

Roma è al centro di questo processo, perché è una città dal significato particolare con la sua storia millenaria; un luogo rappresentato in ogni forma, fotografato, raccontato e spesso trasfigurato. La sua immagine diventa ciò che, di volta in volta, il visitatore vuole che sia, cartolina, trofeo, icona, qui in mostra, assurge a dispositivo attraverso cui guardare e magari conoscere l’altro. Il tema della conoscenza introspettiva, ma senza prendersi troppo sul serio, fa emergere l’esperienza lavorativa passata di Sigalot nella pubblicità, nella quale l’ironia, i messaggi subliminali, la leggerezza sono strumento d’indagine sul consumatore ma soltanto nell’arte trovano la necessità anche del superfluo.

 

Daniele Sigalot, Camera dei Deputati, 2026
Daniele Sigalot, Camera dei Deputati, 2026

Il progetto prosegue nel chiostro di Palazzo Valdina, dove lungo il porticato saranno esposti quattordici stendardi di due metri, con un unico soggetto che ha già posato davanti alla mappa cartografica. La geografia umana, fatta di uomini e donne dalle diverse fisionomie, si ricongiunge alla geografia urbana, creando un vero e proprio archivio identitario in continua espansione.

Opera in evoluzione

L’archivio continuerà a crescere perché Daniele Sigalot realizzerà nuovi ritratti dei visitatori che vorranno posare davanti all’opera, diventando muse contemporanee durante la cerimonia d’inaugurazione. Il tempo della creazione subirà una dilatazione spazio-temporale, nella quale, le opere ritratte dall’artista in un tempo passato troveranno nuovi volti, in un tempo nuovo, contemporaneo, stabilendo continuità tra ciò che viene esposto e ciò che accade nel momento stesso della mostra.

Del progetto e del rapporto che lega individuo, identità e spazio urbano, il curatore Guicciardo Sassoli de’ Bianchi afferma: “Sigalot riporta nel presente due intuizioni già affiorate nella cultura italiana del primo Novecento: quella futurista di una città capace di trasformare la percezione e quella pirandelliana di un’identità mai univoca. La trama urbana, incisa sulla superficie specchiante, attraversa i volti e li ricompone, come strade, relazioni e abitudini costruiscono nel tempo una personale geografia emotiva, qui trattenuta per un istante”.

 

Daniele Sigalot, Camera dei Deputati, 2026
Daniele Sigalot, Camera dei Deputati, 2026

In fondo la geografia umana nasce proprio nel mito del viaggio disperato e speranzoso di Ulisse che torna nella sua amata Itaca dopo le vicende tragiche della guerra e della presa della città di Troia. Nelle vicende dell’Odissea si intrecciano luoghi e storie che definiscono la prima mappa culturale e antropologica del Mediterraneo; allo stesso modo Daniele Sigalot racconta, novello Omero, le trame dell’anima delle città e dei suoi naviganti.

Daniele Sigalot è presente fino a novembre con “Please Take This Seriously”, a cura di Valentina Ciarallo, nelle sale del Gallery Hotel Art di Firenze, in uno scambio di forme geometriche, colori intensi e oggetti giocosi.

Daniele Sigalot – Un ritratto di chiunque a Roma
A cura di Guicciardo Sassoli de’ Bianchi
Inaugurazione: martedì 8 settembre 2026, ore 18.00
Camera dei Deputati
Sala del Cenacolo e Chiostro di Vicolo Valdina
Piazza in Campo Marzio 42, Roma