
La Lungarno Collection del Gallery Hotel Art una serie di installazioni che celebrano l’arte di Sigalot e l’interazione con il pubblico
Inaugurata la nuova mostra di Daniele Sigalot “Please Take This Seriously” a cura di Valentina Ciarallo che dialogherà con le sale del Gallery Hotel Art di Firenze, in uno scambio di forme geometriche, colori intensi e oggetti giocosi. L’artista romano di nascita ma cittadino del mondo, vive all’estero per diversi anni e per sette anni fa il grafico in una prestigiosa agenzia pubblicitaria londinese, poi la svolta e l’arte diviene impegno assoluto.
Dopo Londra, Berlino, per passare attraverso la Cina, collaborando con l’Istituto italiano di Cultura a Pechino, le sue opere divengono celebri e riconoscibili, i post-it dissacranti che sbeffeggiano un certo atteggiamento utilitaristico dell’arte, gli aeroplanini in alluminio, fino alle installazioni dalle grandi dimensioni, come “Master of Mistakes”, al Terminal 1 dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, un’opera che celebra la bellezza nascosta degli errori attraverso una sfera monumentale di 3m di diametro, realizzata assemblando centinaia di fogli di alluminio accartocciati.
La metafora dell’idea sbagliata, dei molti tentativi e fallimenti della vita, dai quali liberarsi e ironicamente buttar via. I materiali industriali prestati all’idea, al concetto, al linguaggio ironico. La stessa idea che ritroviamo nella mostra fiorentina nell’installazione degli aeroplanini di carta realizzati in acciaio lucido conficcati su un muro ceruleo e che in passato sono stati uno dei suoi simboli artistici, rubati all’infanzia e alla spensieratezza, diventano monumentali e sono stati esposti in oltre 30 città nel mondo.

Oggi Sigalot è tornato a Roma dove ha il suo studio creativo, “La Pizzeria” nel quale, come lui stesso afferma deve lavorare di buonora e con la fatica di chi sa che una buona idea può arrivare da un momento all’altro e bisogna essere pronti ad accoglierla. La collocazione dello studio in zona Gazometro, luogo oggetto di una recente riqualificazione urbanistica a favore delle gallerie d’arte, non è casuale e Sigalot lo trasforma in luogo di incontro e condivisione di idee e progetti; si inventa “Coppa Pizzeria”, un torneo-performance, che attraverso un labirinto estraniante da percorrere porta il pubblico a perdere ogni certezza e usare l’arma dell’ironia come unico strumento efficace e critico nella realtà quotidiana.
Site-specific
Daniele Sigalot non è estraneo alla città di Firenze, poiché presente nella scuderia di ARIA ART GALLERY, raffinato giardino artistico nel cuore del centro storico, ora per il gruppo di hotellerie Lungarno Collection, opera attraverso un progetto site-specific, con una serie di installazioni che celebrano la sua arte e spingono all’interazione con il pubblico. “The Ping Pong Paradox”, un tavolo da ping pong che il pubblico può utilizzare per giocare, rappresenta l’ambivalenza della mente umana, da un lato la razionalità, il controllo, il rigore, rappresentato da forme geometriche dai colori grigi, dall’altro il lato creativo, libero, irrazionale e libero con forme ondulate e colori brillanti e gioiosi.

Gli oggetti portano con sé una loro eleganza, mantengono sempre l’equilibrio tra forma e colore, diventano portatori, seppur nella loro leggerezza, di messaggi profondi sul significato della vita. A tal proposito, le opere post-it, in varie dimensioni, maxi e micro, dai colori accesi sono un promemoria di pensieri diffusi, messaggi immediati, flusso di pensieri. Ciò che l’artista appone è il ribaltamento semantico, le frasi sembrano svuotarsi del loro significato, in realtà si tratta di un esercizio critico di spiegare la realtà con le sue contraddizioni. La lingua e le parole sono strumento di ironia, decostruiscono le certezze dello spettatore spesso distratto e disilluso dinanzi alle opere, regalano la possibilità di spiegare la realtà senza prendersi troppo sul serio.
L’esperienza nel mondo del marketing serve dunque a usare immagini e parole per scardinare il sistema dell’arte, spesso troppo borioso e patinato. Il titolo “Please Take This Seriously” è una frase paradosso che invita ad abitare il paradosso ma non a risolverlo. Modello di riferimento non può non essere Marcel Duchamp, padre dell’arte che non è più abilità manuale ma processo mentale, gioco e ironia, citato nell’opera “Art Must Be Taken Seriously, Blame Duchamp is this is art”.

Gallery Hotel Art, Lungarno Collection
Vicolo dell’Oro, 5, Firenze
Giugno-novembre 2026
www.galleryhotelart.com



