15 Ottobre 2026 00:33

Alla Galleria Borghese la metamorfosi secondo Isaac Julien

Film still from Isaac Julien's All That Changes You. Metamorphosis, 2025. Courtesy the artist and Victoria Miro © Galleria Borghese, Roma
Film still from Isaac Julien’s All That Changes You. Metamorphosis, 2025. Courtesy the artist and Victoria Miro © Galleria Borghese, Roma
L’Uccelliera ospita l’installazione filmica All That Changes You, riconfigurata da Julien per dialogare con la grande mostra dedicata a Ovidio

Edificata nel XVII secolo come padiglione per gli esemplari esotici della collezione borghesiana, l’Uccelliera accoglie oggi i linguaggi del contemporaneo. Negli spazi dello storico edificio secentesco prende forma, dal 15 settembre al 25 ottobre, All That Changes You. Metamorphosis (2025), la videoinstallazione di  Isaac Julien a cura di Lorenzo Giusti.

 

Film still from Isaac Julien's All That Changes You. Metamorphosis, 2025. Courtesy the artist and Victoria Miro © Galleria Borghese, Roma
Film still from Isaac Julien’s All That Changes You. Metamorphosis, 2025. Courtesy the artist and Victoria Miro © Galleria Borghese, Roma

L’intervento si innesta con misura nel percorso di Metamorfosi. Ovidio e le arti – il grande progetto espositivo nato dalla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam curata da Francesca Cappelletti e Frits Scholten, prorogata fino all’11 ottobre – espandendone la trama teorica attraverso la grammatica dell’immagine in movimento. «La mostra che celebra la lunga durata e la forza immaginifica delle Metamorfosi in ogni tempo e luogo si arricchisce dell’opera di uno dei più acclamati e influenti artisti internazionali», sottolinea la direttrice Francesca Cappelletti.

 

Film still from Isaac Julien's All That Changes You. Metamorphosis, 2025. Courtesy the artist and Victoria Miro © Galleria Borghese, Roma
Film still from Isaac Julien’s All That Changes You. Metamorphosis, 2025. Courtesy the artist and Victoria Miro © Galleria Borghese, Roma
Dispositivo percettivo

L’artista britannico rilegge la lezione del ciclo affrescato da Giulio Romano a Palazzo Te a Mantova, attestando la capacità del testo ovidiano di rigenerare linguaggi e riflettersi nell’attualità. Concepita in origine come un’architettura a dieci schermi, l’opera è stata riconfigurata da Julien in una versione site-specific a canale unico. Un sistema di specchi e rifrazioni scompone e moltiplica continuamente la proiezione nell’invaso secentesco, traducendo il principio della metamorfosi da tema iconografico a vero e proprio dispositivo percettivo che interpella lo sguardo.

 

Film still from Isaac Julien's All That Changes You. Metamorphosis, 2025. Courtesy the artist and Victoria Miro © Galleria Borghese, Roma
Film still from Isaac Julien’s All That Changes You. Metamorphosis, 2025. Courtesy the artist and Victoria Miro © Galleria Borghese, Roma

Nel film, le attrici Sheila Atim e Gwendoline Christie interpretano due enigmatiche figure profetiche in attraversamento tra epoche e geografie distanti: dalla Cosmic House di Charles Jencks a Londra fino alle foreste secolari del Redwood National Park in California. Attingendo alla filosofia di Donna Haraway sulle relazioni multispecie e alla narrativa speculativa di Octavia E. Butler e Naomi Mitchison, Julien scardina l’impianto antropocentrico tradizionale. La trasformazione si riafferma così come una categoria fondante per decodificare le urgenze del presente e ridefinire il rapporto tra l’umano e l’ecosistema.