29 Settembre 2026 15:06

Miart cambia pelle e diventa miart milano. Nuove sfide per l’edizione 2027

Miart 2026
Miart 2026
La fiera di Fiera Milano inaugura con l’edizione 2027 un nuovo percorso triennale sotto la direzione artistica di Cloe Piccoli

Non solo un nuovo nome, ma un cambio di prospettiva. Miart diventa miart milano e si prepara a una nuova fase della propria storia, con l’obiettivo di trasformare la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea in una piattaforma culturale capace di vivere durante tutto l’anno.

Il debutto del nuovo progetto è fissato dal 9 all’11 aprile 2027 all’Allianz MiCo, con la prima edizione sotto la direzione artistica di Cloe Piccoli. Sarà l’avvio di un percorso triennale pensato per rafforzare il peso della manifestazione nel sistema dell’arte internazionale e, soprattutto, il suo rapporto con Milano.

Milano al centro

Il nuovo nome racconta già una delle direzioni principali del progetto. Milano non viene considerata soltanto come la città che ospita la fiera, ma come una componente essenziale della sua identità e del suo sviluppo.

Arte, design, moda, finanza, editoria e innovazione fanno della città un punto di incontro tra capitali creativi ed economici. È proprio da questo ecosistema che miart milano vuole partire per mettere in relazione artisti, gallerie, collezionisti, musei, fondazioni, imprese e istituzioni, costruendo una rete destinata a svilupparsi oltre i giorni della fiera.

La manifestazione punta così a diventare una piattaforma attiva per dodici mesi, attraverso mostre, incontri, collaborazioni e progetti realizzati insieme agli attori del sistema culturale milanese e internazionale.

Tre sezioni per raccontare l’arte di oggi

Anche il format espositivo cambia. L’edizione 2027 sarà articolata in tre sezioni, pensate come una sorta di atlante delle diverse ricerche artistiche contemporanee.

La Main Section Contemporary and Modern / Atlas of Arts riunirà gallerie affermate del panorama internazionale, mentre New Voices guarderà alle realtà più giovani e alle nuove tendenze, con progetti site-specific realizzati per la fiera.

A completare il percorso sarà Close Up. Solo Shows and Conversations, dedicata a mostre monografiche e dialoghi tra artisti, anche attraverso la collaborazione tra più gallerie.

 

South Wing, Allianz MiCo

Il rinnovamento riguarderà anche gli spazi e l’immagine della manifestazione, con un nuovo progetto di exhibition design affidato a uno studio di architettura internazionale e una nuova visual identity firmata da Left Loft.

Dalla fiera alla città

Il progetto guarda però soprattutto fuori dai padiglioni. Tra le iniziative in programma ci sono The Ring, ciclo di cinque incontri con Francesco Bonami e protagonisti internazionali dell’arte e della cultura, e Art Communities, sviluppato insieme all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Tre progetti curatoriali porteranno inoltre miart milano in dialogo diretto con la città: In & Out. Citywide, che coinvolgerà musei pubblici milanesi; On Film, dedicato all’immagine in movimento; ed Editions, Publishers & Magazines, dedicato all’editoria contemporanea.

Il programma è destinato ad ampliarsi nel corso del triennio. Nel 2028 è prevista la prima miart milano Commission, programma di commissioni pubbliche pensato per lasciare una traccia nel tessuto urbano, mentre tra il 2028 e il 2029 dovrebbe arrivare anche un nuovo progetto editoriale.

Partnership e nuovi investimenti

A sostenere il percorso ci sono partner istituzionali e privati. Fondazione Fiera Milano conferma il proprio impegno con il Fondo di Acquisizione, dotato di 100 mila euro, e introduce un nuovo premio da 50 mila euro destinato ad artisti italiani mid-career.

Confermata anche la partnership con Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Private Banking, mentre prosegue la collaborazione con ICE per rafforzare la dimensione internazionale della manifestazione. Si consolida inoltre il rapporto con la Milano Art Week 2027.

Il nuovo corso di miart milano parte dunque dalla fiera, ma guarda ben oltre la fiera. La scommessa è costruire nei prossimi tre anni un luogo permanente di scambio tra arte, cultura, mercato, imprese e territorio, rafforzando al tempo stesso il ruolo di Milano nella geografia internazionale dell’arte contemporanea.