14 Ottobre 2026 23:10

Narrazioni sospese. Matilde Sambo e Davide La Montagna a Venezia

Matilde Sambo, Tongues in my mind, 2026, installation view. Photo credits Diego Revilla, courtesy of Joystick
Matilde Sambo, Tongues in my mind, 2026, installation view. Photo credits Diego Revilla, courtesy of Joystick
Such a Fever: I Can’t Stop Living / Che febbre: non riesco a smettere di vivere è il titolo della mostra di Sambo e La Montagna allo spazio Joystick

Joystick è uno spazio indipendente dedicato all’arte contemporanea nato a Venezia nel 2024 che favorisce attraverso azioni concrete le pratiche artistiche con un particolare riguardo per gli artisti emergenti e i progetti espositivi sperimentali. Una piattaforma di dialogo, ricerca, Joystick che lavora sulla condivisione di sinergie, sullo scambio interdisciplinare, sulla relazione società- creatività, dando vita nuove forme di relazione tra artisti, curatori e pubblico. In questo contesto che ben rappresenta la vitalità e il ruolo di primo piano di Venezia nell’arte contemporanea internazionale come fu nel suo glorioso recente passato.

La mostra: la febbre di vita che invita a contemplare

Such a Fever: I Can’t Stop Living / Che febbre: non riesco a smettere di vivere è l’esposizione che inaugura la nuova stagione di Joystick, riunendo per la prima volta le ricerche artistiche di Matilde Sambo e Davide La Montagna con la curatela di Mara Sartore, fondatrice e direttrice editoriale di My Art Guides e cofondatrice di Lightbox, piattaforma editoriale e di comunicazione indipendente dedicata all’arte contemporanea.

La mostra esplora le presenze fragili, le narrazioni sospese a partire da materiali ordinari e da un terreno comune nel quale ciò che ci circonda quotidianamente è portatore del nostro bagaglio emotivo. Un oggetto, un involucro, un’immagine può contenere e custodire la memoria di un affetto o la vulnerabilità di un momento della nostra esistenza. Questa prospettiva lega i due giovani artisti, che, seppur da prospettive diverse, costruiscono un paesaggio fatto di emozioni, nel quale le opere sono la parte del tutto.

Davide La Montagna, Thunderstorms End The Idylls, installation view. Photo credits Diego Revilla, courtesy of Joystick
Davide La Montagna, Thunderstorms End The Idylls, installation view. Photo credits Diego Revilla, courtesy of Joystick
Disegni come apparizioni

Le opere di Sambo e La Montagna raramente si impongono allo sguardo dell’osservatore, anzi ne cercano la tranquillità e l’afflato sensitivo per soffermarsi sull’impercettibile, in maniera lenta e accurata, fino a diventare nella ricerca il centro dell’esperienza. I disegni emergono dal legno e dalla grafite come apparizioni che si manifestano come visioni botaniche, attraverso silhouette, racemi e figure materiche.

I lavori hanno struttura e si muovono nel loro spazio attraverso piccoli interventi scultorei piuttosto che testi manoscritti o composizioni sonore, tutti pretendono la medesima importanza calcando la scena. Questa “febbre” di vita, questa frenesia che agita l’uomo e le cose della natura che lo circondano, lo scorrere veloce del tempo trova in questo terreno comune la sua pace, rallenta e mostra il senso intimo e autentico del mondo.

I due artisti in dialogo su un terreno comune

Una sensibilità comune per questi due artisti, che sanno cogliere del mondo l’invisibile, avere sulla pelle sensori straordinari, quelli che solo le anime pure posseggono, farsi tramite e dare attenzione alle presenze fragili, narrare storie sospese e rendere i materiali più ordinari ricchi del ricordo delle cose e degli uomini. Due parole chiave, memoria e vulnerabilità; una tensione vitale e ostinata è proprio la febbre “eroica”, costruttiva che dà il titolo alla retrospettiva.

Matilde Sambo (Venezia, Italia, 1993) sviluppa la propria ricerca attraverso disegno, scultura, incisione e installazione, usa un linguaggio visivo radicato nelle forme organiche e nei processi naturali. Attraverso grafite, legno, ferro e altri materiali elementari, crea ambienti sospesi nei quali la natura appare una condizione interiore, che esiste e si può sentire, addirittura desiderare solo se si è capaci di osservare e rallentare il ritmo.

 

Matilde Sambo, Mover-se cura, fermarsi cicatrizza, installation views. Photo credits Diego Revilla, courtesy of Joystick
Matilde Sambo, Mover-se cura, fermarsi cicatrizza, installation views. Photo credits Diego Revilla, courtesy of Joystick

Davide La Montagna (Rivoli, Italia, 1992) sviluppa una pratica multidisciplinare tra scultura, scrittura, installazione e performance. Attraverso oggetti trovati, memorie personali e linguaggio poetico, le sue opere esplorano temi quali l’intimità, la vulnerabilità e lo spaesamento emotivo. La sua ricerca si concentra sulla fragilità che diventa uno spazio di incontro piuttosto che di perdita. Gli oggetti trovati, i suoi gesti scultorei, la forza dei frammenti poetici trasformano il quotidiano in qualcosa di intimo e instabile, alla continua ricerca di una tensione emotiva sfidante.

La performance fra letture e composizioni sonore

Durante l’inaugurazione, le poesie scritte da Davide La Montagna hanno animato la presentazione al pubblico, attraverso una lettura dal vivo, accompagnata da una composizione sonora di Matilde Sambo, la cui traccia acustica rimarrà per tutta la durata della mostra. Una narrazione, che invita i visitatori a entrare in un luogo in cui l’intimità diventa spazio, il linguaggio diventa materia e ogni gesto esiste con «delicata cautela». La forza della vita sta proprio nella lotta, nella continua tensione fra ciò che aneliamo e ciò che ci circonda, nel disperato tentativo di essere felici, affrontando le nostre fragilità. Il vero spazio di confronto diviene l’anima, fragile e resistente allo stesso tempo, immortale e unica, nel ricordo di chi riesce ad amare e farne memoria.

Such a Fever: I Can’t Stop Living / Che febbre: non riesco a smettere di vivere
Matilde Sambo, Davide La Montagna
A cura di Mara Sartore
Fino all’ 1 novembre 2026
Joystick
Calle Longa 2125/B, 30135 Venezia
Info: +039 3488041304 @joystick.space