18 Ottobre 2026 17:17

Capitan Mario, pronti a salpare per i mari dell’arte

Mario Pieroni

Ludovico Pratesi ricorda Mario Pieroni, l’instancabile gallerista e collezionista romano scomparso ieri e fondatore, con Dora Stiefelmaier, di RAM – Radio Arte Mobile

Difficile pensare a Roma senza Mario Pieroni. Sorridente, entusiasta, sempre pronto a combattere per gli artisti. Amici, compagni di strada, sodali: Mario era pronto a qualunque cosa per accontentare le loro esigenze, i loro desideri, la loro affermazione. Mario li amava tutti, dai maestri come Jannis Kounellis, Carla Accardi, Michelangelo Pistoletto, Jan Vercruysse, Ettore Spalletti, Thierry de Cordier, Emilio Prini, ai più giovani, come Bruna Esposito, Donatella Spaziani o Elisabetta Benassi. Li capiva al volo, ne sapeva interpretare ansie, paure, dubbi, indecisioni e ambizioni: insieme a Dora Stiefelmaier era sempre pronto a partire per una nuova avventura.

E di avventure Mario e Dora ne hanno avute tante: gallerie, fondazioni, associazioni culturali, accademie straniere, musei in Italia e all’estero. Piccole, grandi, più o meno importanti o visibili: i Pieroni erano sempre pronti a progettare, immaginare e costruire, e a tendere una mano non solo agli loro artisti, ma anche ai curatori che stimavano. E sono tanti quelli con i quali hanno lavorato: Germano Celant, Achille Bonito Oliva, Carolyn Christov-Bakargiev, Lorenzo Benedetti, Laura Cherubini, Cecilia Casorati, Giacinto di Pietrantonio, e altri. Con tutti loro condividevano l’arte contemporanea vissuta in primis come una missione.

Che dire? Tante le memorie, tanti gli episodi vissuti insieme. All’inizio erano le mostre alla galleria Pieroni a via Panisperna, autentico tempio dell’arte contemporanea internazionale. Ne ricordo una in particolare, Luciano Fabro con tre nudi che scendono le scale, intensa personale di Luciano Fabro nel 1988. Poi l’intervento di Jannis Kounellis nel 1998 all’Atelier del Bosco di Villa Medici con il sanguinolento quarto di bue, la collettiva “L’Ultimo Disegno” del 1999 da Zerynthia a Roma, inaugurata il 31 dicembre del 1999 e seguita dalla festa a casa di Christine Ferry all’Esquilino. E ancora, la mostra di Emilio Prini all’Accademia Belgica nel 2001, la mostra “Uccelli/Birds” curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Hans Ulrich Obrist nella sede di Zerynthia a Paliano nel 1996, i dibattiti tra artisti e curatori nella sede di RAM Radio Arte Mobile negli ultimi anni.

Centinaia i pranzi e le cene con gli artisti, la tua vicinanza affettuosa nelle diverse edizioni dei Giganti ai Fori Imperiali, la visita con i Giovani Collezionisti alla vostra bella casa, dove ogni opera era un frammento di una storia straordinaria, riassunta in maniera molto efficace da Stefano Chiodi nella mostra “In viaggio per l’arte. La Galleria Pieroni 1975 – 1992″ al Maxxi nel 2025.

Mai una sosta, mai un lamento: sempre pronti a ripartire, con la forza incontenibile dei visionari. O dei marinai, per i quali ogni porto non è mai l’ultimo, perché il mare non conosce confini. Il tuo mare, capitan Mario, è stata l’arte, e l’hai attraversata per tutta la tua lunga vita con il sorriso sulle labbra e senza un filo di arroganza, ma con una generosità speciale, che ti ha fatto sempre prendere a bordo chi voleva navigare con te i mari dell’arte.