22 Ottobre 2026 09:42

Anatomia di una fine. Sophie Calle al Maxxi

Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, Maxxi, Roma
Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, Maxxi, Roma
Dall’amore alla perdita, dal lutto alle occasioni mancate: la grande retrospettiva del Maxxi ripercorre oltre quarant’anni di ricerca dell’artista francese, tra autobiografia, fotografia e finzione

Che forma ha la fine? E cosa resta quando qualcosa o qualcuno scompare? Sono le domande che attraversano Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, la mostra che il Maxxi di Roma dedica, fino al 7 febbraio 2027, a una delle figure più originali dell’arte contemporanea internazionale. Curata da Simona Antonacci, l’esposizione riunisce otto progetti realizzati da Calle tra il 1978 e il 2026, restituendo la complessità di una ricerca che trasforma l’esperienza personale in uno strumento per interrogare l’esistenza.

Dare forma all’assenza

Sophie Calle non cede a sentimentalismi, né la sua opera scivola nel patetico: anche davanti alle esperienze più dolorose, mantiene uno sguardo lucido, quasi analitico. Tematiche come l’amore, la separazione e la morte non sono mai soltanto vicende private, ma occasioni per osservare i meccanismi attraverso cui si costruiscono la memoria e il racconto di sé. In questa prospettiva, fotografie, testi, video e rituali non servono a esasperare l’emozione, ma a darle una struttura, rendendo visibile ciò che è per sua natura ineffabile.

 

Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, Maxxi, Roma
Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, Maxxi, Roma

Dolore squisito, nato dalla fine di una relazione nel 1984, Calle ricostruisce il percorso che conduce alla separazione attraverso un conto alla rovescia, per poi affiancare al proprio racconto le testimonianze di altre persone. La ripetizione non elimina la ferita, ma ne trasforma lo sguardo: accostando la propria esperienza a quella degli altri, Calle sottrae il dolore alla dimensione propriamente individuale, senza attenuarne la forza.

Ciò che sfugge e ciò che resta

Il tentativo di fissare ciò che per definizione sfugge raggiunge il culmine in Non ho potuto catturare la morte, il video realizzato accanto al letto della madre durante gli ultimi istanti della sua vita. Calle prova a registrare l’ultimo respiro, ma non riesce a catturarlo: il fallimento della registrazione coincide con l’impossibilità di dominare l’evento attraverso l’immagine. In Polo Nord, invece, il congedo assume la forma di un gesto simbolico: una fotografia della madre e alcuni suoi gioielli vengono sepolti in un ghiacciaio artico.

La perdita non riguarda soltanto le persone e gli affetti. In Catalogo ragionato dell’incompiuto, l’artista raccoglie progetti abbandonati, idee interrotte e tentativi mai realizzati, componendo un inventario di possibilità rimaste aperte. Ciò che non ha trovato compimento non viene escluso dalla ricerca, ma trova spazio all’interno dell’opera. L’incompiuto diventa così parte integrante della pratica artistica di Calle, che riconosce valore anche a ciò che è rimasto irrealizzato.

 

Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, Maxxi, Roma
Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, Maxxi, Roma

Il percorso espositivo di Calle prende avvio dalle prime fotografie di lapidi realizzate nel 1978 a Bolinas, in California, e attraversa una costellazione di ricordi, assenze e narrazioni autobiografiche, fino ad aprirsi all’esperienza degli altri. In Voir la mer, realizzata a Istanbul nel 2011, Calle accompagna alcune persone che non hanno mai visto il mare a incontrarlo per la prima volta. Lo sguardo si sposta dall’intimità dell’artista a quella altrui, lasciando spazio a un’esperienza che non ha bisogno di spiegazioni per esprimere la propria intensità.

Dalla memoria a un nuovo inizio

A completare la mostra è una nuova installazione permanente al Cimitero Acattolico per gli Stranieri di Roma, primo intervento del Maxxi realizzato fuori dalla propria sede. Un progetto che estende alla città la riflessione dell’artista sulla memoria e sui segreti, confermando la capacità della sua opera di intrecciare luoghi, vissuti individuali e dimensione collettiva.

 

Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, Maxxi, Roma
Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, Maxxi, Roma

In oltre quarant’anni di ricerca, Sophie Calle ha costruito un linguaggio in cui la vita non viene semplicemente raccontata, ma sottoposta a regole e dispositivi che ne rivelano le ambiguità. La sua pratica non cerca consolazione né propone soluzioni: osserva ciò che finisce, registra ciò che resta e accetta anche l’impossibilità di trattenere ogni cosa. È in questa tensione, tra controllo e perdita, che l’esperienza privata si trasforma in una riflessione più ampia sulla fragilità dell’esistenza.