25 Ottobre 2026 09:13

“Dreamers, Wanderers, Heroines”: tre artiste e una diversa idea di Surrealismo da Upsilon Gallery

Leonora Carrington, courtesy Upsilon Gallery

Milano è sede per il mese di ottobre di un dialogo fra tre generazioni di artiste: Upsilon Gallery presenta Dreamers, Wanderers, Heroines, un progetto espositivo negli spazi di via Gastone Pisoni 2. La mostra accosta le opere di Leonor Fini e Leonora Carrington a quelle della giovane artista cinese Wang You, costruendo un percorso intorno a tre immaginari distinti, accomunati dalla messa in discussione della realtà attraverso il sogno, il mistero e la metamorfosi.

Non si tratta di una ricostruzione della storia del Surrealismo, quanto invece la proposta di un confronto tra artiste lontane per generazione e contesto culturale, ma interessate a esplorare ciò che sfugge a una rappresentazione ordinaria del mondo. Nelle opere di Fini e Carrington il fantastico, il mitico e le creature ibride diventano strumenti per indagare l’identità e sottrarsi a definizioni rigide. Nella pittura di Wang You, invece, l’immaginazione assume una dimensione teatrale, con richiami a un circo felliniano e un repertorio di animali, danzatori e acrobati che sembrano muoversi in uno spazio sospeso tra realtà e fiaba. Il percorso mette progressivamente in relazione le opere della giovane pittrice cinese con quelle delle due artiste del Novecento, presentate come attrici capaci di orientare il dialogo senza annullare le differenze tra i rispettivi linguaggi. Il titolo individua tre possibili modi di rapportarsi alla vita e alla creazione artistica: i sognatori, che oltrepassano i confini del reale; gli erranti, che procedono senza una meta prestabilita; le eroine, protagoniste della propria vita in trasformazione. Non categorie rigide, ma figure che incarnano la libertà dell’immaginazione e la possibilità di costruire nuove prospettive.

Wang You, courtesy Upsilon Gallery

La scelta di Fini e Carrington si inserisce in un momento di rinnovata e doverosa attenzione verso il lavoro di entrambe. Nel 2025 Palazzo Reale di Milano ha dedicato una mostra a Leonor Fini e ospitato la prima retrospettiva italiana di Leonora Carrington, successivamente trasferita al Musée du Luxembourg di Parigi nel 2026. Due occasioni che hanno contribuito a riportare al centro dell’attenzione artiste a lungo relegate a ruoli marginali nella storia dell’arte, o connesse unicamente alla corrente del Surrealismo, laddove la loro ricerca presenta invece una complessità che va oltre l’appartenenza a un singolo movimento.

Leonor Fini, courtesy Upsilon Gallery

Fini, nata a Buenos Aires nel 1907 e cresciuta a Trieste, si trasferì a Parigi nel 1933, entrando in contatto con gli ambienti surrealisti. La sua produzione, popolata da animali e figure enigmatiche, si estese anche al teatro, all’opera e al cinema. Carrington, nata in Inghilterra nel 1917 e trasferitasi in Messico negli anni ‘40, sviluppò invece un universo in cui mito, alchimia, folklore e metamorfosi si intrecciano tra pittura, scrittura e scultura. Pur attraverso percorsi differenti, entrambe costruirono un linguaggio autonomo, nel quale le figure femminili non sono semplici presenze simboliche, ma abitano mondi complessi e delicati. Il loro accostamento avviene con la ricerca di Wang You, nata ad Harbin nel 1988 e oggi attiva a Pechino; un dialogo, proposto da Upsilon Gallery, che non suggerisce una continuità diretta tra le tre artiste, ma mette in evidenza proprio questa comune apertura verso ciò che non può essere ricondotto a un’unica interpretazione.