
La memoria come visione del futuro Oltre settanta opere raccontano a Torino l’universo visionario di Alberto Savinio
Non soltanto un protagonista della cultura del Novecento, ma un interprete sorprendentemente attuale delle trasformazioni del nostro tempo. Musicista, scrittore, drammaturgo, giornalista e pittore. È questo l’Alberto Savinio che emerge dalla mostra Souvenir, curata da Sarah Cosulich e Pietro Rigolo alla Pinacoteca Agnelli di Torino. Che ne ripercorre la ricerca attraverso più di settanta opere, restituendo la complessità di un artista capace di attraversare linguaggi e discipline differenti.
Al centro dell’esposizione la memoria, intesa non come semplice ritorno al passato, ma come materia viva da trasformare in nuove immagini e significati. Ricordi personali, fotografie di famiglia, riferimenti alla Grecia dell’infanzia. Miti classici e frammenti della cultura occidentale si combinano in composizioni sorprendenti, sospese tra realtà e immaginazione. Il passato diventa così uno strumento per interrogare il presente e aprire nuove prospettive sul futuro.

L’universo pittorico di Savinio è popolato da figure ibride, manichini, giocattoli, divinità e personaggi grotteschi. I confini tra umano e animale, naturale e artificiale, vivente e inanimato si fanno incerti, mentre l’ironia mette in discussione le convenzioni sociali e le certezze della modernità. Le sue figure, spesso immobili e prive di una precisa identità, abitano scenari enigmatici che sembrano sospesi fuori dal tempo. Evocando le grandi domande sull’esistenza e sulla natura umana.
Materiali da rielaborare
La sua pittura si sviluppa attraverso un originale processo di raccolta, frammentazione e ricomposizione delle immagini, quasi anticipando la logica del collage. Fotografie, illustrazioni, repertori di arte classica e racconti mitologici diventano materiali da rielaborare, dando vita a un linguaggio personale in cui la tradizione non è mai un modello da imitare, ma una risorsa da reinventare.
È proprio in questa capacità di trasformare la memoria in uno strumento creativo che risiede l’attualità di Savinio. Le sue opere dialogano con questioni centrali della contemporaneità: la costruzione dell’identità, il rapporto tra uomo e macchina, la circolazione e la ricombinazione digitale delle immagini. Fino alle nuove riflessioni sull’intelligenza artificiale e sul concetto di autorialità. Anche di questo ci parla la curatrice Sarah Cosulich…






