
Con Campo aperto, Bilbao firma la nona edizione di NATURE: un’installazione che trasforma la sala Gian Ferrari in un ambiente da esplorare
Che cosa accade quando l’architettura smette di essere soltanto uno spazio da attraversare e diventa un luogo da vivere? È da questa domanda che prende forma Campo aperto, il progetto dell’architetta messicana Tatiana Bilbao per NATURE 09, il programma con cui il Maxxi invita architetti internazionali a confrontarsi con gli spazi del museo attraverso installazioni site-specific. La sala Gian Ferrari si trasforma in un ambiente da esplorare, nel quale il visitatore è chiamato a partecipare attivamente, superando il ruolo di semplice osservatore.
All’origine del progetto c’è il gioco della pelota, pratica centrale nelle civiltà mesoamericane, in cui la dimensione ludica si intrecciava con quella religiosa e sociale. Il campo non era soltanto il luogo di una competizione, ma uno spazio simbolico in cui si riflettevano i rapporti tra individuo e comunità, vita e morte, dimensione umana e soprannaturale. Bilbao riprende questa tradizione senza tradurla in una ricostruzione storica: ne recupera il valore collettivo, immaginando un’architettura capace di favorire nuove modalità di fruizione e partecipazione.
Il gioco come pratica architettonica
L’installazione si articola attraverso due grandi piani inclinati contrapposti e una torre centrale che si sviluppa verso il soffitto, instaurando un dialogo con la luce e con l’architettura di Zaha Hadid. La configurazione suggerisce possibilità di movimento e invita a sperimentare prospettive differenti. Per Bilbao, lo spazio non è più soltanto qualcosa da osservare, ma una struttura da comprendere attraverso il corpo e la sua esperienza.
Il gioco assume così una valenza che supera quella ludica: diventa uno strumento per conoscere l’ambiente e sperimentarne le potenzialità. Il movimento individuale si inserisce in una dimensione condivisa, suggerendo un parallelismo con la costruzione della città. Nella visione di Bilbao, infatti, l’architettura acquista significato attraverso gli usi che accoglie e le dinamiche umane che contribuisce ad attivare.

“Campo aperto porta nel museo le questioni che orientano il nostro lavoro e apre la possibilità di osservare e imparare da come le altre persone vivono e fanno esperienza nello spazio che abbiamo immaginato”, afferma l’architetta. Il progetto non prescrive un comportamento, ma lascia che siano i visitatori a sperimentare le possibilità offerte dalla struttura, mettendo alla prova il rapporto tra spazio progettato e spazio vissuto.
La collezione entra in dialogo
Il confronto con il Maxxi coinvolge anche la sua collezione. All’interno dell’installazione trovano posto due opere selezionate da Bilbao per il loro rapporto con il gioco e la conoscenza dello spazio: Labirinto dei ragazzi dello studio BBPR e Il Commutatore di Ugo La Pietra, manifesto-performance che mette in discussione le modalità convenzionali di vivere l’ambiente costruito. Presentati in un’area raccolta, concepita come luogo di scoperta, i due lavori affiancano l’intervento contemporaneo, mostrando come la riflessione sull’abitare attraversi linguaggi e generazioni differenti.
Ad accogliere il pubblico è inoltre un grande “collage di collage”, composto da immagini, disegni e suggestioni visive che restituiscono il metodo di lavoro dell’ESTUDIO (2004) di Tatiana Bilbao. L’accostamento di riferimenti eterogenei offre uno sguardo sul processo creativo dello studio, in cui la ricerca visiva si intreccia con l’attenzione ai contesti sociali e culturali in cui i progetti prendono forma.

Dallo spazio alla comunità
Fondato a Città del Messico nel 2004, ESTUDIO – lo studio – di Bilbao sviluppa una pratica che spazia dall’edilizia sociale agli edifici culturali, fino agli interventi sul paesaggio. Al centro della ricerca si trova il rapporto tra architettura e territorio, affrontato attraverso soluzioni attente alle esigenze delle persone e alle specificità dei luoghi. Giunto alla nona edizione, NATURE conferma la vocazione del Maxxi a fare dell’installazione un’occasione di confronto tra ricerca architettonica e pubblico. Con Campo aperto, Bilbao propone una riflessione sull’architettura come progetto aperto agli usi e alle interpretazioni di chi lo attraversa.








