05 Novembre 2026 12:04

Skulptur Projekte Münster 2027: tredici nuovi progetti per i 50 anni della mostra

Claes Oldenburg, Giant Pool Balls, 1977

La sesta edizione si terrà dal 13 giugno al 3 ottobre 2027, sotto la direzione artistica al collettivo WHW, che celebra il cinquantenario della prima mostra curata da Klaus Bußmann e Kasper König nel 1977

La sesta edizione di Skulptur Projekte Münster si terrà dal 13 giugno al 3 ottobre 2027, invitando ancora una volta i visitatori a vivere l’arte nello spazio pubblico; ritornando ogni dieci anni, l’edizione in arrivo segnerà il 50.mo anniversario della prima mostra ospitata da Klaus Bußmann e Kasper König nel 1977.

Alla guida del collettivo curatoriale What, How & for Whom / WHW (Ivet Ćurlin, Nataša Ilić e Sabina Sabolović) come direttori artistici, la maggior parte di Skulptur Projekte continuerà a svilupparsi nel centro città di Münster, estendendosi anche in quartieri meno presenti nelle edizioni precedenti. Dopo l’annuncio dei primi cinque progetti d’artista (Róza El-Hassan, Hew Locke, Oscar Murillo, Selma Selman e Iza Tarasewicz) nel giugno 2026, Skulptur Projekte ha ora rivelato altri tredici dei circa trenta interventi site-specific.

Un interesse comune tra gli artisti e i collettivi selezionati è un impegno più profondo sia con il locale sia con quello che WHW descrive come gli “altrove interconnessi del nostro presente fluido e transculturale”. Il collettivo, ha spiegato: «Informati sulla storia di Münster come “Città della Pace di Westfalia”, gli artisti di Skulptur Projekte 2027 sviluppano le loro proposte nella consapevolezza della violenza del presente, considerando le decisioni politiche, le relazioni globali storiche e i sistemi economici che lo hanno plasmato. Contro le rotture e le perdite degli ultimi anni, la mostra chiede non solo cosa l’arte possa mostrare, ma cosa possa custodire. In tempi in cui cancellazioni, censura e ritiri hanno limitato il lavoro culturale, Skulptur Projekte cerca di fare spazio perché le voci siano ascoltate, perché le perdite siano piante, per la consolazione e perché si propongano alternative. Un’opera d’arte nello spazio pubblico non deve competere per la visibilità in un mondo già sovrasaturo; può offrire tempo per testimoniare, per sentire e per restare con ciò che non può essere facilmente risolto. In un momento in cui le proposte politiche ed economiche faticano a immaginare un futuro positivo, la flebile speranza di Skulptur Projekte 2027 è che tali incontri con l’arte nello spazio pubblico possano permettere di sentire e riconoscere prospettive spesso non rappresentate o oscurate, senza forzare il consenso dove non esiste».

I tredici nuovi progetti per l’edizione 2027

Ecco i nomi divulgati e i relativi progetti, in breve, per la sesta edizione dello Skuptur Projekte:

Mercedes Azpilicueta — Crea un paesaggio immaginato che invita a esperienze condivise e al gioco, con collaboratori di botanica, poesia, performance e architettura, in dialogo con il quartiere Berg Fidel e il centro LorenzSüd; la vita vegetale diventa agente per immaginare nuovi mondi attraverso finzione e interazioni più-che-umane.

Nolan Oswald Dennis — A Berg Fidel mappa il quartiere sul cosmo e viceversa, costruendo un osservatorio come dispositivo calendario iper-locale; la sua pratica esplora una coscienza nera dello spazio e le condizioni materiali e metafisiche della decolonizzazione planetaria.

Alice Creischer e Andreas Siekmann — Attraverso la traduzione poetica affrontano potere, politica ed economia; a Münster scelgono sette dibattiti parlamentari del Bundestag tra 2019 e 2025, ricontestualizzandoli in nuove narrazioni. Siekmann torna dopo la quarta edizione del 2007.

Myvillages — Il collettivo trans-locale fondato nel 2003 (Wapke Feenstra e Kathrin Böhm) valorizza il rurale come luogo di conoscenza multi-vocale, cultura co-prodotta ed economie diverse, sfidando l’egemonia culturale dell’urbano e scavando a Münster e nel Münsterland.

Kosen Ohtsubo — Dopo aver esplorato l’ikebana oltre le convenzioni, lavora con materiali quotidiani; a Münster usa i meli locali abbattuti quando non fruttano più per creare una grande installazione all’aperto nel centro città.

Kapwani Kiwanga — Esplora strutture di potere e concezioni non lineari del tempo; il suo progetto usa una forma di misurazione del tempo per portare il tempo profondo nell’esperienza umana, interessandosi alla forza ambigua dell’acqua, fino al diluvio del 1660 come arma di guerra.

Iza Tarasewicz — Al Gut Kinderhaus, ex fattoria ora comunità residenziale e lavorativa per persone con disabilità, sviluppa un’installazione su cicli stagionali e processi agricoli, centrata sullo scambio di conoscenze che sostiene la coesistenza tra umani, animali e natura.

Iman Issa — Vicino a un incrocio alla soglia del centro storico gioca con i codici della memorializzazione pubblica, creando frizioni tra oggetto e testo, materiale e interpretazione, e favorendo un nuovo spazio di risonanza spettrale.

Natascha Sadr Haghighian — Segue biografie e storie individuali per esporre i tempi e le società in cui sono immerse; il suo lavoro riflette le esperienze delle comunità migranti in Germania e la violenza di razzismo, espropriazione, sfollamento ed esclusione.

Ashfika Rahman — Usa poesia, disegno e lingue dimenticate come metodi di testimonianza; raccoglie voci emarginate su diritti umani, alla terra e delle donne, intrecciandole in installazioni intricate.

Selma Selman — All’ex Hörster Friedhof, cimitero del XIX secolo, presenta un’installazione che evoca prospettive e storie personali delle donne, rendendo visibili i cicli del lavoro globalizzato con materiali di scarto e una narrazione plasmata dalle antenate.

Róza El-Hassan — Lavora in relazione al Giardino Botanico e al quartiere Berg Fidel, affrontando attraverso storie di migrazione temi come sfollamento, esilio, vulnerabilità, fragilità e sostegno reciproco, collegando esperienze intime a questioni sociali e politiche.

Vlatka Horvat — Ricerca un monumento alla pace eretto a Münster nel 1905 e fuso per l’industria bellica nel 1942; la sua opera prende la forma di osservatori del cielo che chiedono come guardare il cielo cambi in tempo di pace e di guerra.

Anton Kats — Concepisce infrastrutture di ascolto ed ensemble musicali nomadi, espandendo l’ascolto oltre l’uditivo; a Kinderhaus mette in relazione sistemi politici e territoriali con accordatura del suono e progettazione di strumenti, proponendo il Sonic Antifascism.

Khalil Rabah — Interroga identità, appartenenza e radicamento attraverso le strutture istituzionali che plasmano memoria collettiva e narrazioni; a Münster articola le tensioni tra mobilità e contenimento, coltivazione ed estrazione, radicamento e sfollamento.

Oscar Murillo — All’ex York-Kaserne, in trasformazione da caserma a quartiere residenziale, realizza un’installazione centrata sulla cucina comunitaria e la condivisione collettiva, riflettendo sull’intreccio di lavoro e scambio economico nei processi di produzione.

Ali Cherri — Nel giardino dell’Officers’ Casino, ex edificio nazista poi club per le forze armate britanniche, presenta nuove sculture su larga scala con scenari onirici sulla vita dei soldati, contrapponendo disciplina militare a stanchezza, esaurimento e sonno come vulnerabilità e resistenza.

Hew Locke — Nella Haus der Niederlande al Krameramtshaus, sito dei negoziati della Pace di Westfalia del 1648, combina oggetti trovati in sculture con figure storiche e fittizie, mettendo in discussione il linguaggio visivo dei monumenti e collegando il locale a colonialismo e migrazione.