
Tra le rovine di un monastero a Monforte d’Alba, la Fondazione Vezza – che aprirà nel 2027 con due opere ambientali di Kathleen Ryan e Alessandro Pessoli sarà diretta da Flavio Del Monte, e punterà a un percorso decennale di progetti site-specific nel paesaggio UNESCO.
Le Langhe avranno una nuova istituzione dedicata all’arte contemporanea. La Fondazione Vezza aprirà la sua sede permanente a settembre 2027 sul Colle San Pietro, una collina boscosa nel cuore del paesaggio vitivinicolo patrimonio UNESCO, tra le rovine di un monastero documentato per la prima volta nel 1014. L’apertura sarà segnata da due opere su larga scala firmate da Kathleen Ryan (Los Angeles, 1984) e Alessandro Pessoli (Cervia, 1963). Non un caso isolato, ma l’inizio di un programma decennale: ogni anno uno o più artisti internazionali saranno invitati a confrontarsi con il sito — il bosco, i sentieri, le rovine, la storia — per costruire un percorso che crescerà nel tempo senza snaturare il luogo.
«La Fondazione nasce anzitutto dal desiderio di prendersi cura di un luogo e renderlo accessibile a tutti», spiegano i fondatori Sandra e Charley Vezza. Un progetto che unisce la sensibilità della famiglia per le Langhe a uno sguardo internazionale, affidato alla direzione di Flavio Del Monte, già braccio destro di Massimo De Carlo, chiamato a tradurre la visione dei fondatori in un programma culturale.
Il bosco del Colle San Pietro, spiega la Fondazione, è un’eccezione nel paesaggio circostante: mentre i pendii sono modellati da secoli di viticoltura, la vegetazione del colle ha potuto svilupparsi secondo i propri ritmi. Per questo la collina è stata oggetto di un ampio programma di ricerca architettonica, archeologica e botanica. Il restauro e il consolidamento delle rovine sono stati affidati all’architetto Salvatore Simonetti e a Simonetti Architettura, già autori del restauro dei Castelli di Cannero sul Lago Maggiore e della pavimentazione della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
L’apertura del 2027 coinciderà anche l’anno di Alba Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, e la nuova Fondazione contribuirà al programma culturale della regione. Un invito, quello della Vezza, a vivere il luogo camminando nel bosco, seguendo i sentieri, osservando la luce e le stagioni che cambiano e lasciandosi sorprendere dall’incontro con le opere.







