07 Novembre 2026 17:23

Gli insospettabili. Intervista a Mimmo Di Marzio

Mimmo Di Marzio
Mimmo Di Marzio
“Da Goethe a David Bowie. La pittura come seconda vita” è il sottotitolo che illustra l’approccio del libro scritto da Mimmo Di Marzio

“Dante disegnava? Non ne abbiamo notizia, ma è certo che ne sapesse parecchio di pittura come pure di scultura”. Esordisce così Giuseppe Frangi, giornalista e critico, nella prefazione del volume Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie. La pittura come seconda vita, edito dai tipi di Giunti e ideato da Mimmo Di Marzio. Uno scrittore eclettico e atipico, che passa dalla penna al pennello con la stessa passione e competenza.

Se gli schizzi da viaggio di Goethe, i paesaggi della campagna inglese di Winston Churchill, i disegni erotici di Federico Fellini o i ritratti rock di David Bowie sono già entrati nella memoria collettiva insieme alla loro fama stellare, per tanti è una scoperta conoscere le composizioni astratte di Victor Hugo, il patrimonio ricco e articolato tra oli su tela disegni o litografie di Carlo Levi, gli acquerelli di Henry Miller, le sculture di Anthony Quinn o le opere talentuose di star di Hollywood come, per esempio, Johnny Depp o di Sharon Stone, eterna icona della bellezza .

Ma come è nata l’idea di raccontare la seconda vita di questi eccellenti outsider dell’arte?
“Un po’ nasce dal mio modo di essere”, spiega Mimmo Di Marzio. “Sono sempre stato un giornalista un po’ anomalo perché mi sono sempre dilettato nell’arte, nella pittura, nella musica oltre alla curatela di mostre. E tutto questo mi ha molto avvicinato alla figura di Dino Buzzati. Anche lui era un giornalista di quotidiano che disegnava e i suoi colleghi, Indro Montanelli compreso, lo sfottevano. Buzzati disegnava, dipingeva e, amareggiato, si domandava: ‘Perché mi dovete sempre dare una patente se faccio una mostra o un quadro? Sono sempre io che racconto delle storie’”.

“La sua storia mi aveva molto toccato” continua Di Marzio, “Mi sono letto quasi tutti i suoi racconti fantastici e i romanzi e soprattutto le sue storie dipinte – erano gli anni ‘60 – ma allora era qualcosa di anomalo e di insolito, però in realtà Buzzati è stato un anticipatore della graphic novel, i fantastici poemi a fumetti. Da lì ho osservato che dietro a Buzzati c’era un mondo di personaggi che non avevano bisogno di fama né di esibirsi”.

 

Mimmo Di Marzio, Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie. La pittura come seconda vita, Giunti
Mimmo Di Marzio, Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie. La pittura come seconda vita, Giunti

“E quello che inizialmente poteva sembrare una curiosità giornalistica, in realtà, mi ha fatto scoprire un vero e proprio fenomeno culturale, di personalità di spicco che hanno sentito il bisogno di esprimersi con diversi linguaggi e con la pittura, un medium a me molto caro. Sono nati 35 ritratti di artisti paralleli, alcuni finiti nei musei o nelle collezioni private, di epoche diverse e con storie diverse ma unite da un unico fil rouge, il bisogno di esprimersi con la pittura”.

E tra queste eccellenze creative, quali ti hanno sorpreso maggiormente?
“Re Carlo di Inghilterra che è un acquarellista dai tempi del college. Disciplinato, ha sempre lavorato su temi ricorrenti come le sue amate Highlands scozzesi e la tenuta del prediletto castello di Balmoral con i suoi ruscelli e le montagne incontaminate. Per lui: ‘non c’è niente come la pittura che riesca a portarmi completamente in un’altra dimensione. E ad aprire le porte del mio cuore che nessun impegno né istituzionale né privato riesce a fare’. Ha aperto un grande sito dedicato all’acquarello insieme a Camilla nel 2017, il Watercolour World, una piattaforma che raduna giovani artisti da tutto il mondo”.

“O Sylvester Stallone, che nel libro racconta come il personaggio di Rocky Balboa sia nato su tela. Tutta la sceneggiatura della saga è farina del suo sacco. Lui non è soltanto l’interprete. Ha raccontato: io ho fatto il ritratto di questo giovane molto provato nei momenti della sua vita e ho pensato che se questo personaggio avesse avuto forza su tela lo avrebbe avuta anche sul set. Rocky nasce dalla sua arte. Stallone, da ragazzo, si comprava le tele a due dollari e le rivendeva dipinte a cinque dollari per comprarsi i biglietti dell’autobus”.

Tra gli Insospettabili, c’è una pecora nera…
“È Adolf Hitler. Tra i tanti artisti paralleli c’è un artista mancato che se probabilmente non fosse stato respinto dalla prestigiosa Accademia d’Austria di Vienna, magari la storia sarebbe cambiata. Quel ragazzetto era convinto di avere un talento da spendere e a 17 anni arriva a Vienna dalla cittadina di Linz con l’idea di voler fare l’artista e, pur respinto dall’Accademia, ha continuato a dipingere e a disegnare vendendo acquerelli ai turisti per strada e, a vendere le sue opere ai passanti – ironia della sorte – era Reinhold Hanisch, un mercante ebreo”.