
Hong Kong rompe la tradizione di una sola voce, presentandosi con due artisti il cui lavoro unisce memoria culturale e visioni attuali
Per la 61ª Biennale d’Arte di Venezia Hong Kong si presenta con una proposta inedita: due artisti selezionati insieme per rappresentare la città, rompendo la tradizione di una sola voce artistica. L’Hong Kong Museum of Art e l’Hong Kong Arts Development Council (HKADC) hanno scelto Kingsley Ng Siu-king e Angel Hui Hoi-kiu per esplorare il tema curato dalla Biennale, “In Minor Keys”. Attraverso una lente che negli spazi di Campo della Tana indaga i ritmi poetici della vita quotidiana.
Ng, artista e docente universitario nato nel 1980, è conosciuto per installazioni immersive e site-specific che integrano media digitali e partecipazione dello spettatore. Generando esperienze sospese tra contemplazione e interazione. Hui, invece, appartiene a una generazione più giovane e lavora con elementi della pittura tradizionale cinese e forme contemporanee. Creando un linguaggio visivo che unisce memoria culturale e visioni attuali.
Questa accoppiata rappresenta un interessante contrasto generazionale e stilistico: da una parte, l’approccio tecnologico e meditativo di Ng; dall’altra, l’attenzione di Hui per linguaggi visivi che attingono alle radici culturali pur in un contesto globale. La decisione segna anche un cambio nella gestione della partecipazione di Hong Kong alla Biennale. Dopo anni in cui il ruolo di organizzatore era affidato al museo M+, l’attuale edizione viene curata internamente dal Hong Kong Museum of Art insieme all’HKADC.





