23 Settembre 2026 03:56

Collezionismo internazionale, Old Masters, Post War. Ecco com’è andato il 2025 di Bertolami Fine Art

GIORGIO DE CHIRICO (Volo 1888 - Roma 1978) Piazza d’Italia, 1960 olio su tela - 21 x 31 cm Lotto 168 dell’Asta 359 di ARTE DELL’800 MODERNA E CONTEMPORANEA 4 dicembre 2025, Roma Stima € 80.000/140.000 Venduto a € 138.800,00 Bertolami Fine Art
GIORGIO DE CHIRICO (Volo 1888 – Roma 1978), Piazza d’Italia, 1960, olio su tela – 21 x 31 cm. Lotto 168 dell’Asta 359 di ARTE DELL’800 MODERNA E CONTEMPORANEA – 4 dicembre 2025, Roma. Stima € 80.000/140.000. Venduto a € 138.800,00. Bertolami Fine Art
Un’indagine sul collezionismo globale, una riflessione sugli scenari futuri del mercato, i top lot, gli obiettivi raggiunti, i progetti, le nuove sfide. Bertolami Fine Art fa un bilancio del proprio 2025, attraverso l’analisi della Direttrice Natalia Bukowska

Bertolami fine Art chiude il 2025 con un fatturato di 15.440.930 euro che registra una moderata crescita rispetto al fatturato prodotto nel 2024.

Il dato che più ci ha colpito dello scenario di mercato delineatosi nel corso dell’anno è stato il restringimento dell’area geografica di provenienza dei nostri collezionisti internazionali. Al termine dell’epidemia di Covid, quella platea si era fortemente dilatata soprattutto grazie all’improvvisa comparsa di compratori cinesi ad alto potere d’acquisto interessati non solo all’arte orientale. Quel fenomeno così eclatante si è esaurito nel giro di pochi anni a causa delle misure restrittive varate dal governo cinese per contenere gli acquisti all’estero dei loro concittadini che oggi torniamo a incontrare prevalentemente nelle aste in cui compaiono beni di origine cinese. I collezionisti russi sono invece scomparsi a causa del conflitto con l’Ucraina.

Oggi gli stranieri continuano a rappresentare la maggioranza della nostra clientela ma americani ed europei si sono ripresi la scena ripristinando una situazione di comportamenti tranquilli e prevedibili ravvivata solo dal consolidamento del ricco collezionismo formatosi nei paesi non russi dell’area un tempo aggregata sotto il Patto di Varsavia. Non deve pertanto stupire che il nostro top lot dell’anno sia un dipinto di Edward Okun (1872-1945), figura di vertice della pittura simbolista polacca. l’ottima aggiudicazione di un intaglio su tormalina che fu il sigillo di un importante condottiero arabo del X secolo rivela l’altra tendenza emersa con chiarezza nella geografia del collezionismo internazionale: i magnati arabi stanno comprando e impongono il loro gusto. Christies e Sotheby’s servono questo tipo di clientela da lunga pezza, la novità è che siano arrivati a un’azienda con le nostre caratteristiche: una casa d’asta italiana, certamente nota per una proposta ascrivibile a raffinate nicchie collezionistiche, ma di dimensioni lillipuziane rispetto a quelle dei giganti del mercato anglosassone e francese degli incanti. Vedo che anche altre case d’asta italiane sono state intercettate da clientela araba o dai mercanti internazionali che cercano oggetti da destinarle, quindi parliamo di un fenomeno da tenere sotto osservazione.

EDWARD OKUN(Varsavia 1872- Skierniewice 1945) Kalina, 1918 olio su tela - 115 x 75 cm Lotto 125 dell’Asta 339 di DIPINTI, SCULTURE E CERAMICHE DEL XIX e XX SECOLO Con una collezione di ceramiche di Vietri del Periodo Tedesco Stima € 40.000/60.000 Venduto a € 147.200,00 Bertolami Fine Art
EDWARD OKUN (Varsavia 1872- Skierniewice 1945), Kalina, 1918, olio su tela – 115 x 75 cm. Lotto 125 dell’Asta 339 di DIPINTI, SCULTURE E CERAMICHE DEL XIX e XX SECOLO. Con una collezione di ceramiche di Vietri del Periodo Tedesco
Stima € 40.000/60.000. Venduto a € 147.200,00. Bertolami Fine Art

Tra i momenti per noi salienti del 2025 va sicuramente registrata la nostra prima asta dedicata esclusivamente all’arte Post War e il debutto di una nuova tipologia di vendita, la Buy or Bid Sale, lungamente messa a punto con i nostri informatici. Si tratta di aste al ribasso collegate a mostre d’arte virtuali. Al collezionista viene offerta la possibilità di comprare a prezzo fisso oppure di fare un’offerta al ribasso. Se l’opera non viene richiesta a vendita diretta, al termine dell’esposizione sarà attribuita all’autore della maggiore offerta. Siamo partiti con una Buy or Bid Sale dedicata a Corrado Cagli.

Tendenze: settori e artisti in crescita e in calo

La crescita del settore Old Masters e, in generale, dell’antico è un fenomeno sotto gli occhi di tutti. Il dato in un certo senso rassicurante è che non parliamo di una crescita esplosiva, ma di un recupero lento e costante animato da una platea di grandi conoscitori – mercanti di alta fascia, studiosi, collezionisti di lunga storia – a cui si sta aggiungendo un collezionismo più giovane, attirato anche dallo straordinario rapporto qualità pezzo. L’arrivo di questa nuova categoria di acquirenti segnala a mio parere l’avvento di un raffinato gusto eclettico, al momento evidente nella nicchia della clientela più colta ma che potrebbe diventare una moda. Dall’analisi delle migliori aggiudicazioni realizzate nelle aste di arte antica durante il primo semestre emergono con chiarezza le tendenze vincenti nel settore.

Premesso che la combinazione tra alta qualità, collocabilità sul mercato internazionale e base d’asta allettante è il prerequisito indispensabile a generare una gara d’acquisto in cui si possa formare un prezzo di aggiudicazione importante, sempre vincente appare il filone che premia, anche in presenza di anonimia, il soggetto curioso o comunque anomalie ed elementi di originalità capaci di attrarre anche una platea dal gusto raffinato ma non necessariamente esperta. L’anonimia associata all’alta qualità è invece al centro delle preferenze della platea dei grandi conoscitori, esploratori alla ricerca di pezzi da studiare, magari in vista di una loro ricollocazione sul mercato con un’attribuzione che garantisca un ulteriore upgrade commerciale. Il gusto della scoperta è talmente centrale nelle dinamiche del collezionismo di Old Masters che gli esperti delle case d’asta spesso scelgono di presentare come anonime opere per le quali avrebbero invece ben chiara una plausibile ipotesi attributiva. Nel filone delle opere associabili a un autore, o per via di una documentata autografia o per attribuzioni autorevoli e condivise dai maggiori esperti di riferimento, tra i nomi che funzionano ci sono quelli associabili al Caravaggismo e alla pittura napoletana del ‘600 di alta fascia. Bernardo Cavallino, Battistello Caracciolo, Mattia Preti e Jusepe de Ribera sono certamente degli evergreen. Ancora di gran moda le pittrici.

GIORGIO DE CHIRICO(Volo 1888 - Roma 1978) Autoritratto con manto rosso, 1956 olio su tela - 21 x 31 cm Lotto 167 dell’Asta 359 di ARTE DELL’800 MODERNA E CONTEMPORANEA 4 dicembre 2025, Roma Stima € 40.000/75.000 Venduto a € 107.300,00 Bertolami Fine Art
GIORGIO DE CHIRICO (Volo 1888 – Roma 1978), Autoritratto con manto rosso, 1956 olio su tela – 21 x 31 cm. Lotto 167 dell’Asta 359 di ARTE DELL’800 MODERNA E CONTEMPORANEA, 4 dicembre 2025, Roma. Stima € 40.000/75.000. Venduto a € 107.300,00. Bertolami Fine Art

I larghi orizzonti della Geoarteconomy influenzano anche i trend dell’Arte Moderna e Contemporanea. Tra gli artisti in crescita vanno pertanto menzionati quelli dell’Europa dell’Est, un’ampia galassia che abbiamo appena cominciato a esplorare ma che nelle nostre aste si affaccia sempre più spesso con risultati importanti.

Molto bene i Maestri del ‘900 storico percepiti come un investimento sicuro. Le opere di alta qualità dell’arte italiana fra le due guerre fanno gara anche se firmate da autori poco conosciuti dal grande pubblico. Giorgio de Chirico si conferma un intramontabile fenomeno di mercato: nella nostra classifica delle dieci migliori aggiudicazioni dell’anno la seconda e la quarta posizione spettano rispettivamente a una Piazza d’Italia del 1960 venduta a 138.800 euro e a un minuscolo (40 x 30 cm) Autoritratto con manto rosso del 1956 venduto alla cifra di 107.300 euro, un prezzo altamente al di sopra delle quotazioni solitamente attribuite a opere di quella tipologia.

Risultati al di sopra delle aspettative anche per le due aste annuali di arredi e oggetti d’arte. La suggestione dell’alta qualità dei pezzi posti all’incanto, provenienti da importanti collezioni gentilizie, si è rivelata un richiamo attrattivo anche in un settore depresso come quello dell’antiquariato.

Anticipazioni sul prossimo semestre

Ci concentreremo sullo sviluppo del settore dell’arte Post War. Nel 2025 abbiamo siglato un accordo di cooperazione con G&R Wine Auctions, una casa d’aste specializzata nella vendita di vini e distillati che opera stabilmente ad Hong Kong dal 2011. L’accordo preclude alla costituzione tra le due case d’asta di una joint venture destinata a operare sia sul mercato europeo che su quello asiatico, un bacino di rilevante importanza per il collezionismo del vino di alta qualità.