
Esplorare geometria ed armonia muovendosi sopra le linee sottili della pittura: al Cornetto Acustico l’indagine formale di Marina Madeddu nella esposizione “CromoDinamiche”, per scoprire i risultati di un intenso e costante studio tra razionale e sensoriale
Nel bianco spazio di Via San Giovanni 219 i colori si distendono sulle tele in pure campiture piene: il blu incontra cobalto e azzurro, tra linee rette raccordate in precise curve, e solo un filo giallo oro li divide; il rosso granata si muove in perfetti moti tra semi circonferenze sfumate delle cromie di ciliegia e amarena; il viola porpora s’accosta al chimico colore di Prussia e si spartiscono il piano pittorico, incorniciati di nero carbone. Un equilibrato dinamismo mescola questi spazi cromatici con incastri e contatti geometrici finissimi, come spostamenti infinitesimali e assoluti di ingranaggi e di corpi di limpido colore incontaminato che riempiono i dipinti, incatenati tra loro in trittico e polittici. Le carte, al contrario, calcolano le onde generate dal movimento melodioso dei saturi pigmenti primari del blu e del rosso sul bianco del foglio studiando le forme astratte, splendide nei loro esatti rettangoli immersi nel vuoto, risultato delle azioni di squadra e compasso.

Questo è l’universo tracciato dall’opera di Marina Madeddu. E questo è il mondo che s’incontra esplorando la mostra “CromoDinamiche”, a cura di Maria Firinu, presentata dai testi di Maria Firinu e Simona Campus, e visibile al Cornetto Acustico di Cagliari fino al 14 febbraio.
Ed è la pura astrazione a porsi al centro dell’arte dell’autrice. Una sperimentazione che – non partendo dall’esistente e da un qualche frammento di realtà – sviluppa le sue creazioni come strutture geometriche autonome, tra dinamismo e scienza numerica, tra colore e forma, ricerche formali concrete, aniconiche ed autosufficienti.

Come scrive la curatrice Maria Firinu «La ricerca di Marina Madeddu si distingue per la formulazione di un linguaggio che fa della costruzione autonoma dell’immagine il proprio fondamento. Una ricerca tesa ad amplificare gli orizzonti della visione e dei possibili significati ad essa connessi, strutturata su un’intensa indagine dei processi percettivi e condotta con il rigore di precisi calcoli matematici basati sulla proporzione aurea. Rigore matematico – e geometrico – non sono mai, però, una griglia statica all’interno della quale fissare le forme, ma al contrario campo dinamico di forze, superficie che si fa movimento grazie all’energia propulsiva del colore. Il colore, puro, […] si adagia sulla tela fino a raggiungere la massima saturazione; scaturisce da progressive sperimentazioni, volte all’individuazione, tra gli infiniti possibili accostamenti, della perfetta combinazione e compenetrazione delle gamme cromatiche. Le campiture sono modulate dalle linee, che da rette e rigide diventano curve, sinuose, definendo una spazialità che dalla razionalità iniziale transita verso la creazione di un’ordinata armonia, nella quale confluisce, insieme alla controllata progettualità, l’immaginazione creativa dell’artista. Ne deriva una definizione e ri-definizione del movimento come compiuta sintesi della forza intrinseca negli elementi costituitivi della pittura».

È appunto un intero cosmo organico, ordinato e armonico, quello generato dall’arte di Marina Madeddu, come si legge nel testo di Simona Campus: «Emerge […] la ricerca costante di un equilibrio che si affida alla precisione progettuale e compositiva ma sembra racchiudere al contempo la fluidità di un processo organico. I dipinti, articolati su linee vettoriali e moduli in espansione, attivano lo sguardo attraverso variazioni ritmiche – lineari e cromatiche – che generano un moto continuo all’interno di un insieme complesso. Ogni opera esprime valore compiuto di per sé stessa ma implica risonanze e punti di ricaduta oltre i confini della propria superficie, come accade per i trittici, concepiti per estendere il campo di osservazione ad una dimensione temporale e ad una concezione di spazialità ricercatamente sospesa tra coerenza e ambiguità percettiva».
Con la mostra “CromoDinamiche” nello spazio della associazione culturale Cornetto Acustico si può dunque esplorare la ricca e sinfonica indagine artistica che persegue con coerenza Marina Madeddu ed entrare in una dimensione pittorica sospesa e perfetta tra mutamenti e calcolate geometrie, colori, forme, astrazione e movimento armonico e infinito.




