
Provengono da una collezione privata tedesca – che racconta del fervore artistico che animava la Germania negli anni Cinquanta e Sessanta – le cinque opere di Lucio Fontana che verranno battute da Sotheby’s il prossimo marzo a Londra
È un nucleo di opere straordinario quello che verrà messo all’incanto da Sotheby’s il prossimo marzo a Londra, nell’ambito della Contemporary Evening Sale. A catturare l’attenzione dei collezionisti saranno infatti cinque opere di Lucio Fontana, facenti parte per oltre sessant’anni di una collezione privata tedesca. Un corpus che racconta non solo delle fasi più emblematiche della produzione di Fontana, ma anche dell’influenza che egli ebbe sulle dinamiche artistiche europee del secondo Dopoguerra.

Lucio Fontana e il suo rapporto con la Germania
Accompagnate, inoltre, da opere di Alberto Giacometti e Sam Francis, le opere di Fontana in asta da Sotheby’s sono un compendio delle sperimentazioni più ardite della sua carriera: dai buchi, ai tagli fino agli esiti scultorei. E raccontano uno scenario interessantissimo di ciò che avveniva in Germania negli anni in cui ha preso corpo la collezione privata protagonista di questa asta.
La maggior parte delle opere facenti parte della collezione fu originariamente acquisita tramite la Galerie Schmela di Düsseldorf, fondata nel 1957 da una delle figure più carismatiche della scena dell’arte della città, Alfred Schmela. Punto di riferimento per la sperimentazione artistica più avanzata, la galleria presentò mostre di Yves Klein, Robert Morris, Kenneth Noland, Robert Indiana, George Segal e Richard Tuttle, e anche Lucio Fontana, che ebbe in galleria la sua prima personale nel 1960. E fu attraverso questa mostra che la ricerca di Fontana si diffuse nel Nord Europa, travalicando poi i confini continentali e influenzando intere generazioni di artisti.

Lucio Fontana in asta da Sotheby’s a Londra
“Imbattersi in cinque opere di questo calibro – che attraversano ogni capitolo fondamentale della pratica di Fontana – all’interno di un’unica collezione è qualcosa di straordinariamente raro”, sottolinea Claudia Dwek, Chairman Contemporary Art di Sotheby’s. “Ogni lavoro segna una diversa svolta nella sua indagine sullo spazio e sul gesto; insieme, però, restituiscono il ritratto più completo di un artista che ha ridefinito le possibilità dell’arte nel mondo del Dopoguerra. Collezioni di questo livello difficilmente torneranno a emergere. A rendere il nucleo ancora più significativo è il dialogo tra i Fontana, il Giacometti e il Francis: tre artisti che operano in linguaggi differenti, ma accomunati da una stessa tensione verso una ridefinizione della forma, della percezione e dell’esperienza dello spettatore”.

Lucio Fontana in asta da Sotheby’s a Londra. I top lot
Ha una stima di 8,5-12 milioni di sterline il Concetto Spaziale datato 1960 appartenente alla serie degli Olii, un’opera che contadimensioni prossime ai due metri per lato, e che “avvolge lo spettatore in un vuoto cosmico e anticipa l’ambizione materica de La Fine di Dio, collocandosi tra i lavori più audaci e sperimentali dell’intera carriera di Fontana”, sottolineano dalla Casa d’Aste. A questa si affianca una tela dalla serie Teatrini, dalla “cornice laccata e sinuosa” che “introduce una chiara inflessione pop: la sua silhouette, simile a labbra, incornicia un arco di buchi che aprono la superficie verso uno spazio infinito”. Stima 350-450 mila sterline.
E ancora, la scultura Natura del 1959-60 con stima di 1,2-1,8 milioni di sterline; uno degli emblematici Tagli di Fontana, datato 1960, stimato 1,5-2 milioni di sterline; e un Concetto Spaziale della serie Pietre del 1955 stimato 700 mila-1 milione di sterline.




