
Iwan Wirth, Manuela Wirth e Marc Payot, Presidenti di Hauser & Wirth, hanno annunciato oggi che la galleria rappresenterà l’Archivio Carol Rama in collaborazione con la Galerie Isabella Bortolozzi di Berlino
Considerata oggi come una delle artiste più originali e “solitarie”, in fatto di stile, emerse nel corso del XX secolo, Carol Rama fu per molto tempo lasciate in disparte dalla critica più istituzione, nonostante una carriera “regolare” e le amicizie con autori del calibro di Man Ray o del poeta Edoardo Sanguineti. Le cose per l’artista, nata a Torino nel 1918, iniziarono a cambiare intorno agli anni Novanta, quando finalmente attirò l’interesse di una nuova generazione di artisti, curatori e critici. Da allora, l’arte di Rama ha suscitato un’attenzione sempre crescente e un appassionato interesse accademico: Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia nel 2003, l’anno successivo la Fondazione Sandretto le dedicò un’ampia antologica, che seguì e anticipò le mostre dello Stedelijk Museum di Amsterdam (1998), al MACBA di Barcellona (2014); al Musée d’Art Moderne de Paris (2015), al New Museum di New York (2017) e alla Schirn Kunsthalle di Francoforte (2024), tra gli altri.
Per oltre sette decenni, Carol Rama (scomparsa nel 2015) aveva sviluppato una produzione artistica radicale che indagava le connessioni tra desiderio, sacrificio, erotismo e repressione. Costruendo un cosmo visivo in cui la trasgressione conduce alla liberazione, Rama sovvertì le convenzioni di genere, sessualità e rappresentazione, offrendo una risposta alle norme sociali e alle prevalenti ideologie politiche di estrema destra che caratterizzavano l’Italia fascista della sua giovinezza. Non stabilì confini né gerarchie tra pittura, disegno, scultura e incisione, assorbendo tutti questi mezzi espressivi nel suo universo immaginifico. “La mia sicurezza esiste solo davanti a un foglio di carta da riempire. Il lavoro è l’unico modo per scacciare le mie paure. La mia ribellione consiste nel dipingere“, dichiarava l’artista.

La prima mostra personale di Carol Rama con Hauser & Wirth aprirà nel maggio 2026 a New York
Oggi, finalmente, sappiamo che il lavoro di Rama sarà internazionalmente rivalutato e, con ogni certezza, raggiungerà nuove vette nel mercato: Hauser & Wirth, il colosso svizzero delle gallerie ha infatti annunciato l’acquisizione dell’Archivio insieme alla Galleria Isabella Bortolozzi di Berlino.
Manuela Wirth ha dichiarato: “Siamo onorati di accogliere l’Archivio Carol Rama nella nostra galleria e di collaborare strettamente con Galerie Isabella Bortolozzi per garantire che l’arte di questa straordinaria donna sia condivisa con nuovi pubblici in tutto il mondo. Autodidatta, ferocemente indipendente e assolutamente indomita, Rama è stata una pioniera: non aveva paura di essere viscerale e autobiografica quanto altri erano misurati e diluiti. La sua eredità è già intrecciata nella storia della nostra galleria attraverso un legame familiare, poiché siamo stati introdotti all’arte di Carol da mia madre Ursula Hauser, da sempre sua sostenitrice. E vediamo connessioni così potenti tra le tematiche di questa artista e quelle di altre straordinarie artiste di Hauser & Wirth, tra cui Louise Bourgeois, Eva Hesse, Maria Lassnig e Lee Lozano che, come Carol, sono state sottovalutate durante la loro vita e oggi sono considerate titani della storia dell’arte. Il fatto che così tanti dei nostri giovani artisti della galleria ammirino profondamente Carol Rama è un segnale sicuro che ci attendono dialoghi e scoperte entusiasmanti.“
Tra le importanti collezioni museali che possiedono opere di Rama figurano: The Art Institute of Chicago, Chicago IL; Centre Pompidou, Parigi, Francia; Collezione Intesa Sanpaolo, Milano, Italia; Galleria d’Arte Moderna, Bologna, Italia; GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Italia; MACBA, Museu d’Art Contemporani de Barcelona, Barcellona, Spagna; MAM, Musée d’Art Moderne de Paris, Parigi, Francia; MART, Rovereto, Italia; MEF Museo Ettore Fico, Torino, Italia; MoMA, The Museum of Modern Art, New York NY; Museo del Novecento, Milano, Italia; Sammlung Goetz, Monaco, Germania; Stedelijk Museum, Amsterdam, Paesi Bassi; Tate, Londra, Regno Unito; e Uffizi, Firenze, Italia.




