15 Ottobre 2026 03:50

Mario Schifano. La grande mostra a Palazzo delle Esposizioni IMMAGINI E VIDEO

Mario Schifano, Palazzo delle Esposizioni, Roma mostra
Mario Schifano, Palazzo delle Esposizioni, Roma
Curata da Daniela Lancioni, la mostra ordina cronologicamente oltre cento opere, lasciando emergere il movimento febbrile dell’artista

“Lavorando copro tutto… a volte è giallo oppure bianco e blu o rosso; infine, come per dargli un nome ci segno una cifra”. Parole di Mario Schifano, che trovano piena conferma nella grande retrospettiva a lui dedicata a Palazzo delle Esposizioni. Curata da Daniela Lancioni, la mostra non si limita a ordinare cronologicamente oltre cento opere. Lascia emergere, sala dopo sala, il movimento febbrile di un artista che ha fatto della pittura un campo di continua rigenerazione.

 

Mario Schifano, Palazzo delle Esposizioni, Roma mostra
Mario Schifano, Palazzo delle Esposizioni, Roma

Un attraversamento intenso e stratificato della sua pittura, quasi un’immersione nella materia inquieta e luminosa di uno dei protagonisti più irregolari dell’arte italiana del secondo Novecento. Fin dagli esordi degli anni Cinquanta, segnati da superfici informali e dense. In una inesausta tensione verso una pittura che non vuole stabilizzarsi. Nei celebri monocromi del 1960 – presentati qui in un ampio nucleo – il gesto sembra ridursi all’essenziale.

 

 

Ma quella apparente sottrazione diventa in realtà una soglia: da lì Schifano comincia a interrogare l’immagine contemporanea, la pubblicità, il paesaggio urbano, la storia dell’arte. L’artista guarda tanto ai futuristi quanto a Kazimir Malevič, ma lo fa con uno sguardo disincantato e sensibile alla proliferazione visiva della modernità.

 

Mario Schifano, Palazzo delle Esposizioni, Roma
Mario Schifano, Palazzo delle Esposizioni, Roma
Inquieto e visionario

Il percorso espositivo segue queste metamorfosi come un flusso continuo. Le icone mediatiche, i Paesaggi TV, le immagini filtrate dal linguaggio fotografico rivelano il tentativo di trattenere il presente mentre scorre. Schifano sembra dipingere la velocità stessa dello sguardo contemporaneo. Le sue tele non rappresentano soltanto immagini, ma il modo in cui esse si depositano nella memoria collettiva.

 

 

Tra i momenti più suggestivi della mostra, la ricostruzione della sala da pranzo che l’artista dipinse nel 1968 per casa Agnelli, a Roma, installata nella rotonda del palazzo come un ambiente immersivo. Qui la pittura esce dalla tela e diventa spazio, esperienza domestica, quasi scenografia della vita quotidiana. È una soluzione che restituisce bene la natura espansiva della ricerca di Schifano, sempre pronta a sconfinare verso il cinema e la fotografia. Anch’essi presenti nel percorso attraverso film e cortometraggi.

 

Mario Schifano, Casa Agnelli, Palazzo delle Esposizioni, Roma
Mario Schifano, Casa Agnelli, Palazzo delle Esposizioni, Roma

Ne emerge il ritratto di un artista inquieto e visionario, capace di anticipare molte delle tensioni dell’arte contemporanea pur restando legato, in modo quasi viscerale, alla pittura. Come scriveva Cesare Vivaldi negli anni Sessanta, il “nòcciolo tenero e sensibilissimo” della sua opera è proprio questa passione assoluta per il dipingere. La mostra romana lo dimostra con chiarezza: dietro le continue trasformazioni iconografiche e tecniche, Schifano rimane sempre, irriducibilmente, un pittore.