25 Settembre 2026 20:19

Fuori Russia, Usa e Israele da Venezia! La nuova missiva degli artisti

Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia

C’è una nuova lettera “contro” la Biennale, firmata da 73 degli stessi artisti invitati nella mostra “In minor keys” che chiede all’istituzione la rimozione di Russia, Usa e Israele

Dopo l’elenco di oltre duecento addetti ai lavori che hanno preso posizione schierandosi dalla parte di Art Not Genocide Alliance, stavolta ci ci sono settantatré artisti e curatori, tutti coinvolti nell’esposizione “In Minor Keys”, a firmare una lettera in cui chiedono l’espulsione di Stati Uniti, Russia e Israele dall’edizione di quest’anno, che aprirà il 9 maggio. Tra i firmatari figurano tre dei cinque curatori che hanno ereditato la mostra dopo la morte di Kouoh e che hanno presentato la Biennale a febbraio a Ca’ Giustinian: Gabe Beckhurst Feijoo, Rasha Salti e Rory Tsepayi.

La lettera arriva dopo le precedenti richieste di espulsione della Russia da parte del governo italiano e della Commissione europea, e dopo – appunto – l’appello contro Israele. Ma questa è probabilmente la missiva più pesante, proprio perché chi firma sono i protagonisti della Biennale stessa. Uno dei motivi di sdegno è anche la ricollocazione del Padiglione di Israele all’Arsenale: secondo i firmatari la vicinanza con “In minor keys” rappresenta “un’intrusione e un contrasto diretto con la visione curatoriale di Koyo Kouoh, la sua dichiarazione d’intenti e i principi di solidarietà radicale che ha articolato con tanta chiarezza in tutta la sua opera“. Inoltre, scrivono, “ciò introdurrà anche un clima di violenza e paura a causa della presenza militare e di polizia che accompagnerà il padiglione israeliano. Questo ci riguarda direttamente in quanto artisti partecipanti alla mostra“.

I firmatari ricordano di aver già chiesto alla Biennale di revocare tale decisione lo scorso 13 marzo, ma l’istituzione ha risposto con una dichiarazione di neutralità. Per loro, invece, “Permettere a governi che commettono attivamente crimini di guerra, atrocità e genocidi di partecipare non è neutrale“, ricorda il gruppo. Ma c’è un’altra novità: la richiesta di espulsione si estende ora anche a Russia e Stati Uniti. I firmatari richiamano i principi che la Biennale stessa enunciò nel marzo 2022, quando prese posizione contro l’invasione russa dell’Ucraina, e sostengono che quei principi “siano validi ancora oggi e che si applichino a Israele, Russia e Stati Uniti. Esiste una soglia oltre la quale la partecipazione alla Biennale non dovrebbe essere considerata normale“. E di nuovo c’è un rinnovato appello al Presidente e alla direzione della Biennale affinché si uniscano a loro nel fare di Biennale Arte 2026 un luogo in cui, come scrisse Koyo Kouoh, “la dignità di tutti gli esseri viventi sia salvaguardata“.

Una Biennale a orologeria, le cui crescenti richieste di boicottaggio rischiano di mettere in discussione i fondamenti stessi dell’esposizione veneziana.