
Dieci artisti che lavorano con la lacca tradizionale e le installazioni di Le Huu Hieu per la prima veneziana del Vietnam
Per la prima volta nella sua storia, la Repubblica Socialista del Vietnam partecipa ufficialmente alla Biennale Arte di Venezia. Il padiglione, intitolato “Vietnam: Arte nel flusso globale”, sarà ospitato negli spazi di Ca’ Faccanon. Curato da Do Tuong Linh, il progetto si distingue per un approccio lontano da ogni spettacolarizzazione. Una presenza discreta e meditativa che si inserisce nel panorama internazionale come un flusso continuo e silenzioso.
In dialogo con il tema generale della Biennale, il padiglione adotta la metafora del “modo minore” in musica, evocando tonalità intime e profonde. Più che offrire risposte, l’esposizione invita a rallentare, ascoltare e riflettere. Aprendo uno spazio di contemplazione e interiorità in un’epoca segnata da tensioni globali.
Al centro del progetto, una selezione di opere di dieci artisti vietnamiti che lavorano con la lacca tradizionale. Qui intesa non solo come tecnica, ma come linguaggio artistico carico di memoria. Attraverso stratificazioni lente, materiali naturali e una lavorazione paziente, le superfici si trasformano in immagini profonde, in cui la materia stessa sembra custodire il tempo.
Accanto a questa dimensione, spicca il lavoro monumentale di Le Huu Hieu, protagonista con il corpus “Baco da seta”. Le sue installazioni e sculture, realizzate con legno di giaca, lacca e metalli, danno forma a una narrazione epica e collettiva. Al centro non ci sono eroi individuali, ma le figure anonime delle masse, custodi dei valori essenziali della vita. Elemento distintivo del progetto è l’utilizzo di organismi viventi: migliaia di bachi da seta vengono liberati sulle superfici, generando trame in continua evoluzione e trasformando la scultura in un processo vivo.





